X Factor 2025 è arrivato al suo penultimo atto: ecco le pagelle di una semifinale all’insegna delle grandissime emozioni

X Factor 2025 è arrivato al suo penultimo atto, ossia la semifinale. Due le eliminazioni, con la proclamazione dei quattro finalisti. Due manche di cover per i sei concorrenti, con la prima con la presenza dell’orchestra. Le assegnazioni dei quattro giudici, il grande ospite Irama e un grandissimo spettacolo. Ma soprattutto le nostre immancabili pagelle.
SQUADRA FRANCESCO GABBANI
TELLYNONPIANGERE – A te di Jovanotti non ha certo bisogno di presentazioni. La versione orchestrale la rende ancora più delicata ed emozionale. Le imprecisioni ci sono state ancora una volta, per quanto questa, dal punto di vista tecnico e vocale, sia stata una delle sue migliori esibizioni. Il tutto però è rimasto un po’ troppo piatto, senza alcun picco, sia di voce che emotivo. Nella seconda manche si è giocato Niente panico di Ghali, senza dubbio una scelta coerente con il percorso fatto. La comunicatività è il suo forte, ma forse ha ragione Lauro sul fatto che sia fuori contesto, perché le cover non sono mai sembrate essere il suo forte. Probabilmente oscurato, con le sue imperfezioni tecniche, da un’edizione di grandi vocalità. CI VEDIAMO FUORI. VOTO 5
PIERC – All I Ask di Adele è una ballata potente. L’accompagnamento orchestrale lo fa capire. Il resto lo fa la sua voce, che, in quest’esibizione, è apparsa quasi angelica, toccando le corde giuste: quelle dell’anima e dell’emozione. Perché questo è un pezzo azzeccato per lui, o addirittura perfetto. Nella seconda manche ha osato con Bohemian Rapsody dei Queen, un brano a dir poco rivoluzionario e anche uno dei più difficili da interpretare. Ma la sua versione piano e voce è tecnicamente e vocalmente di altissimo livello e molto emozionante. Impossibile pensare al paragone con l’originale, perché sarebbe pura follia. Dietro al pianoforte si sente come se fosse a casa, riuscendo a essere più vero e autentico. Non perfetto nella parte “ballata”, ma non si può pretendere troppo. MISTER PIANOFORTE. VOTO 8,5
SQUADRA PAOLA IEZZI
ROB – Energia del rock ed emotività la fanno da padrone in Decode dei Paramore, colonna sonora del film Twilight. La versione con orchestra è riuscita a esaltare la sua presenza scenica e la sua grinta, ma soprattutto il suo talento e la sua espansione vocale, con acuti da brividi e da vera e propria pelle d’oca. Rob è cresciuta di una puntata in puntata e ha conquistato il pubblico da casa. Da underdog a favorita? SOGNARE SI PUÒ. VOTO 9,5
SQUADRA ACHILLE LAURO
EROCADDEO – Le percussioni orchestrali, con un sound un po’ pop e un po’ rock, sono caratteristiche della versione originale di Viva La Vida dei Coldplay. Lui ci regala una versione senza dubbio ben eseguita, ma senza provare ad alzare mai l’asticella, per quanto sia uscito un po’ dalla sua comfort zone. Per di più, un arrangiamento molto taglia e cuci, ha tolto non poca emozionalità al pezzo. Vedrai vedrai di Luigi Tenco è una ballata intensa e malinconica: è stato questo il pezzo per la seconda manche. La sua voce delicata e gentile gli ha permesso di indossare e vestire questo brano nel mondo giusto, senza strafare e facendolo proprio. Questo è il suo stile e il suo mood, forse non troppo incisivo o comunque non su tutti, ma fatto di cuore ed eleganza. IN PUNTA DI PIEDI. VOTO 8 –
SQUADRA JAKE LA FURIA
DELIA – Si resta nel made in Sicilia con I pirati a Palermu di Otello Profazio (nella versione di Rosa Balistreri). Folk e musica popolare si fondono, stavolta senza alcun mashup. La sua voce si è presa la scena dall’inizio alla fine, perché quella non si discute. La scelta è apparSa forse un po’ fuori contesto e anche difficile da valutare. Ma questo è, fin dagli inizi, stato il suo mondo. Vocalità e pathos invece si mixano in Sei bellissima di Loredana Bertè, il brano scelto per la seconda manche. Per la prima volta è uscita davvero dalla sua comfort zone e qualche difficoltà e differenza, per quanto impercettibili, sono arrivate ci sono state, in un’interpretazione probabilmente un po’ troppo urlata. La sua voce le permette di cantare davvero qualsiasi cosa, ma forse in quest’interpretazione è mancato quel pizzico di emozione. Ma quest’ultima, a volte, è molto soggettiva. Restano dubbi su dove e come potrebbe collocarsi sul mercato. Di certo, però, le sue capacità non discutono, ma forse, in questo percorso, le è mancato un po’ di coraggio e di inventiva. QUANDO C’È LA VOCE… VOTO 7,5
TOMASI – Anna e Marco di Lucio Dalla è il classico esempio di cantautorato che mischia vari generi. Lui è riuscito a farla sua, cantandola con lo struggimento, il trasporto, il coinvolgimento e l’emotività giusta. Il suo timbro riconoscibile e l’orchestra hanno fatto il resto, per un’interpretazione da applausi. Acustica pop invece per la sua seconda manche con Story of my life degli One Direction. Il suo stile però non è cambiato, anzi ormai lui è diventato un vero e proprio animale da palco, presentando una versione ultrapop e molto energica. Ed è questo il segnale di una maturità, di una personalità e di una sensibilità artistica che questo percorso ha forgiato. Pensare che ha solo 17 anni… PICCOLA STELLA CON IL SUO CIELO. VOTO 9
Pagelle Semifinale X Factor 2025, gli eliminati e i finalisti
PRIMO FINALISTA DOPO MANCHE ORCHESTRA: ROB
MENO VOTATO SECONDA MANCHE E PRIMO ELIMINATO: TELLYNONPIANGERE
BALLOTTAGGIO: EROCADDEO E TOMASI
Dopo le due esibizioni,
ELIMINATO DAI GIUDICI TOMASI

Giornalista pubblicista, copywriter e ghostwriter. Sardo di nascita e romano d’adozione, cresce con le cuffie alle orecchie, tra un mare Di sole e d’azzurro e le difficoltà di Una vita da mediano. La passione per la buona musica come stella polare professionale, cercando di trasformare in parola le sensazioni e le emozioni che solo questa può dare. In una vita, che proprio come questo sito, è un apostrofo rosso tra le parole Movie e Indie.
