
X Factor 2025 è arrivato al suo ultimo atto, ossia la finale che ha decretato il vincitore di quest’edizione: ecco le nostre pagelle
X Factor 2025 è arrivato al suo ultimo atto, ossia la finale che ha decretato il vincitore di quest’edizione. Un grandissimo spettacolo e tantissime emozioni, in una serata che si è svolta nella meravigliosa cornice di Piazza del Plebiscito a Napoli. Grandi ospiti come Jason Derulo e Laura Pausini sono stati la ciliegina sulla torta, ma i grandi protagonisti sono stati i quattro finalisti Delia, PierC, eroCaddeo e Rob.
Con tre manche a caratterizzare questa finale (My Song, Best Of e inedito), ecco le nostre pagelle…finali, in una sorta di giudizio sul percorso dei quattro.
EROCADDEO – L’enozione non ha voce di Adriano Celentano è un manifesto del genere melodico-sentimentale. Lui la canta in modo elegante (un po’ come il suo outfit) e struggente, cercando di non strafare e non osando più di tanto. Insomma, rimane nel suo, perché questo è il suo stile. Per il suo Best of sceglie ..E penso a te di Lucio Battisti, Sere nere di Tiziano Ferro e La cura di Franco Battiato. Vocalmente e tecnicamente non commette sbavature, ma questo medley mette in evidenza come canti tutte le canzoni praticamente allo stesso modo, senza mai provare anche un minimo cambio di registro e di timbro. Il cerchio si chiude con la sua Punto, che è forse il punto più alto del suo XF, non solo per gli ottimi risultati a livello di streaming. Un pezzo che premia soprattutto le sue capacità autoriali e di scrittura. Ed è da qui che deve (ri)partire. QUESTIONI DI STILE. VOTO 7,5
DELIA – Cu’mme! di Roberto Murolo e Mia Martini è il suo omaggio a Napoli, che le serve per rimanere nel campo della musica folk. Una scelta emozionale e intelligente, che però le permette comunque di osare, con coraggio, sfruttando a pieno la sua voce e regalando una grande emozione a Piazza del Plebiscito, che la accompagna, come se fosse un’unica grande voce. Nel Best of mescola Sakura di Rosalia, il mashup di Signor Tenente (Giorgio Faletti) e Brucia la terra (Nino Rota e Kaballà) e Sei bellissima di Loredana Bertè. L’interpretazione è come sempre ottima, ma non la migliore del suo percorso, apparendo forse un po’ troppo urlata. Probabilmente paga l’emozione e la tensione da finale. Però la sua voce è un qualcosa di straordinario e monumentale. Il suo inedito Sicilia Bedda è il simbolo di un’identità artistica che già c’era, ma che a XF si è definita e ha trovato la sua consacrazione. Forse, in molti momenti del suo cammino, ha peccato di originalità e di inventiva. Lei stessa ha però voluto rivendicare, con orgoglio, una strada ben precisa e una coerenza. Una strada che l’ha portata dalla Sicilia a Napoli. Resta da scoprire cosa succederà al di fuori, perché le potenzialità e l’artisticità non mancano, ma sicuramente si parla di un genere a dir poco di nicchia. Riuscirà a dire comunque la sua? IDENTITÀ CHIARA, MA… VOTO 8
ROB – Beat e pop rock dominano in Città vuota di Mina. E lei ci mette quell’energia, quella grinta e quella voce che vibra che hanno caratterizzato il suo percorso. La sua capacità di stare sul palco è da vera veterana Per il Best Of ha scelto Un emozione da poco di Anna Oxa, Bring me to life degli Evanescence e Ti sento dei Matia Bazar sono il suo Best Of. Un mix di talento, voce, presenza scenica, salsa di pop-rock e pop-punk, sensualità, trasgressione, determinazione e presa di coscienza di chi ha capito cosa vuole. Il tutto accompagnato da un look eccentrico e mozzafiato, che, su di lei, non guasta mai. Ciò che colpisce in quest’esibizione è la sua capacità di passare da un registro all’altro, in un contesto e in un palco del genere, come se nulla fosse. Il suo inedito Cento ragazze è il manifesto della punk girl ribelle, una scarica di adrenalina, un pezzo che, pur non essendo perfetto, arriva dritto al cuore e allo stomaco. Perché il quid decisivo ce lo mette lei, con quelle meravigliose vibes da Avril Lavigne. La bambina prodigio ne ha fatta di strada. Ed è diventata grande. SOGNI CHE DIVENTANO REALTÀ. VOTO 9
PIERC – Shallow di Lady Gaga e Bradley Cooper, oltre a essere la colonna sonora di A star is born, è un ottimo mix tra pop e country. Lui la fa piano e voce, perché è così che piace e convince di più. La sua tecnica e il suo controllo vocale fanno il resto, regalando un’interpretazione da brividi. I Don’t Want to Miss a Thing degli Aerosmith, Locked out of Heaven di Bruno Mars e Bohemian Rhapsody dei Queen per il suo Best Of. Brani difficilissimi e stili completamente differenti, che dimostrano la sua duttilità artistica e la sua capacità di adattarsi a tutto. Resta la convinzione che dia il meglio quando si siede al piano e lascia che sia la sua voce, intensa, elegante e che tocca le corde dell’anima, a prendersi la scena. Ma sullo standing si può lavorare e migliorare. Neve sporca, il suo inedito, per quanto lui lo suoni e canti divinamente, sembra paradossalmente non valorizzarlo a pieno, soprattutto dal punto di vista dell’intensità, dell’estensione e del timbro vocale. Forse è questo l’unico, piccolissimo, neo in un cammino che, per lui, è stato strabiliante. Con un talento, una voce e una tecnica fuori dal comune. FUTURO ASSICURATO. VOTO 8,5

Giornalista pubblicista, copywriter e ghostwriter. Sardo di nascita e romano d’adozione, cresce con le cuffie alle orecchie, tra un mare Di sole e d’azzurro e le difficoltà di Una vita da mediano. La passione per la buona musica come stella polare professionale, cercando di trasformare in parola le sensazioni e le emozioni che solo questa può dare. In una vita, che proprio come questo sito, è un apostrofo rosso tra le parole Movie e Indie.
