
Ho fatto schifo è il nuovo singolo di Vanbasten. il brano fa da preambolo a un album raccolta che uscirà quest’anno
Vanbasten ha pubblicato il singolo Ho fatto schifo nell’ultimo giorno del 2025 per completare l’immaginario del romanzo omonimo. Gli speech iniziali sono estratti del romanzo stesso, mentre l’inciso è un richiamo al senso più intimo della sua narrativa. Lo stile è urban, pop, lo-fi, con influenze cantautorali classiche retrò. Il senso di dispersione delle cose a cui siamo affezionati e a cui d’un tratto non badiamo più, il senso di colpa e inadeguatezza che ne deriva e una grande, brutale consapevolezza: quella di aver fatto schifo. Tutto questo è racchiuso nel nuovo brano di Vanbasten, che, con la giusta angolazione di giri di parole, propone uno smascheramento delle nostre paure.
Ho fatto schifo non è solo un titolo provocatorio, ma un’ammissione coraggiosa che ci riguarda tutti: quei momenti in cui ci guardiamo allo specchio e dobbiamo fare i conti con le nostre mancanze, con le persone che abbiamo deluso, con le versioni di noi stessi che abbiamo tradito. Un brano che chiude l’anno con la stessa onestà spietata con cui facciamo i bilanci di fine dicembre, quando le luci delle feste non bastano più a nascondere quello che siamo stati.
Il progetto
Il progetto come collettivo nel 2013, rilasciando con lo stesso intento collegiale un EP nel 2016. Da lì in avanti il progetto trova in Carlo Alberto Moretti il suo unico punto di riferimento e pertanto quest’ultimo ne eredita lo pseudonimo in forma singolare. Nel 2020 esce l’album Canzoni Che Sarebbero Dovute Uscire Tot Anni Fa per Artist 1, interamente prodotto da Frankie Bellani.
Gli anni successivi rappresentano un terreno di sperimentazioni, ogni canzone da qui in poi è prodotta, mixata e masterizzata da Vanbasten nel suo studio privato. È prevista l’uscita di un album nel 2026 che racchiude i singoli sperimentali usciti tra il 2024 ed il 2026, lo stesso include anche degli inediti.

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
