Fresco di arrivo nel catalogo di Netflix, The Rip – Soldi sporchi di Joe Carnahan è un solido e avvincente poliziesco, che ibrida in sé differenti generi e accumula tensione minuto dopo minuto. Con Matt Damon e Ben Affleck, è una ventata di freschezza cinematografica.

La trama

La Tactical Narcotics Team, unità speciale di poliziotti di Miami che alcune voci di corridoio danno per corrotti, è in cima alla lista dei sospetti dopo l’uccisione del suo capitano, Jackie Velez (Lina Esco). Torchiati dall’FBI e guardati con diffidenza dai colleghi, la squadra, di cui adesso ne fa capo il secondo in comando di Velez, il tenente Dane Dumars (Matt Damon), riceve una soffiata relativa a un’abitazione situata a Hialeah e usata come deposito di denaro per i cartelli della droga.
Seguito dal sergente JD Byrne (Ben Affleck) e dai detective Numa Baptiste (Teyana Taylor), Mike Ro (Steven Yeun) e Lolo Salazar (Catalina Sandino Moreno), Dumars si reca all’indirizzo trovando in casa una ragazza, Desi Molina (Sasha Calle), la quale li avverte che stanno per invischiarsi in una faccenda ben più complessa.
Morire e vivere a Miami

Era da tempo che non si vedeva un poliziesco con tutti i crismi del caso e Joe Carnahan deve averlo intuito per tempo, perché The Rip – Soldi sporchi rientra pienamente nel genere, senza neanche una nota stonata. Forte delle vibes alla Michael Mann (le ambientazioni urbane e notturne da thriller metropolitano), degli echi di William Friedkin (su tutti, il suo indimenticabile Vivere e morire a Los Angeles) e di una serrata regia che consegna agli occhi dello spettatore un certo iperrealismo, The Rip potrebbe sì sembrare, nei primi minuti, il più classico dei cop movie per via di una serie di topoi (poliziotti sospettati di essere corrotti, assassinii di colleghi e soffiate) però, procedendo per accumulo, in più di un frangente cambia genere di appartenenza.
Carnahan, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Michael McGrale, innesta nel bel mezzo della sua ultima fatica un’anima da giallo abduttivo, e questa è una scelta non da poco considerando che permette a The Rip di complicare al punto giusto la trama e, con essa, alimentare la serpentina e quasi palpabile tensione che, scena dopo scena, accresce pronta a detonare nella climax dell’opera. Il risultato è quello di mescolare, di continuo, le carte in tavola cosicché da rendere il confine tra bene e male, tra giusti e avversi non solo labile, bensì tramutarlo in una vera e propria zona grigia.
Tutto in una notte

Una peculiarità fortemente funzionale del film disponibile su Netflix è quella dell’ambientazione e dell’azione temporale: non al centro di Miami, ma nella periferia. Non di giorno, ma tutto in una notte. Aspetto, questo, che potenzia lo charme di The Rip – Soldi sporchi e, di pari passo, il già citato accumulo di tensione. Tra claustrofobia degli interni e quell’attesa di un nemico ancora non ben identificato, Carnahan mette su una lectio sul giusto utilizzo della suspense, attivando nello spettatore un moto ansiogeno che prende le mosse tanto nei perimetri abitativi quanto (e soprattutto) all’esterno dove, con un crescendo di tensione similare a quella di un horror d’assedio (che ricorda quella di Michael Bay nel suo 13 Hours e anche dello stesso Carnahan con The Grey), l’animo action dell’opera prende il sopravvento.
Ed è qui che l’azione esplode in maniera brutale e realistica senza esagerazioni di sorta, lontana dalla spettacolarizzazione e, semmai, vicina a un setting di guerriglia urbana tra forze dell’ordine e criminalità mentre, sullo sfondo, The Rip continua – con profondità – a esporre tematiche come corruzione, narcotraffico e cupidigia dettata dal vile dio denaro. In un gioco del gatto col topo, di guardie e ‘ladri’ che nascondono il loro vero essere, il lungometraggio di Joe Carnahan riesce con maestria a tenere con il fiato sospeso fino al finale, ovvero fino a quell’esatto momento in cui, delle certezze accumulate, viene fatta tabula rasa.
Un poliziesco pregiato e notevole

Corroborato non solo da uno squisito impianto scenotecnico (la fotografia notturna di Juanmi Azpiroz mette in risalto interni ed esterni in modo superlativo) di cui, la regia di Carnahan, è la punta di diamante, The Rip si avvale di un cast di prim’ordine, capitanato da un Matt Damon e un Ben Affleck entrambi in stato di grazia e che si rubano, reciprocamente e in maniera alternata, la scena. Non sono da meno i comprimari Kyle Chandler, Steven Yeun, Teyana Taylor, Catalina Sandino Moreno e Sasha Calle, ognuno con le giuste e ponderate sfaccettature che rendono singolari i personaggi interpretati.
Alla luce di tutto ciò, il pacchetto d’insieme che compone The Rip – Soldi sporchi trasuda solo ed esclusivamente qualità. Niente derive azzardate, nessuna sbavatura lungo il cammino. L’ultima fatica di Joe Carnahan è, in maniera diretta e senza fronzoli, un poliziesco pregiato e notevole decisamente meritevole, senza se e senza ma.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
