La quinta e ultima stagione di The Boys è arrivata su Amazon Prime Video e promette scintille. Abbiamo visto i primi due episodi carichi di iperviolenza, umorismo nero e follia totale e, rispetto alla – per certi versi – deludente quarta stagione del 2024, l’hype dell’attesa è stato ripagato (per il momento).

La trama

Il mondo è ormai sotto il controllo totale di Patriota (Antony Starr), diventato un vero e proprio tiranno, mentre Starlight (Erin Moriarty) guida una fragile resistenza clandestina. I Boys sono dispersi e in parte imprigionati, ma Billy Butcher (Karl Urban) torna in scena con un piano estremo: utilizzare un virus capace di sterminare tutti i Super.
L’atto finale è giunto tra noi

A distanza di quasi due anni dalla altalenante e sottotono quarta stagione (che, a posteriori, potrebbe essere considerata di transizione), la serie TV The Boys è tornata su Amazon Prime Video e, già dai primi due episodi, ha lasciato intuire come questo atto finale sia senza freni inibitori e permeato da toni alquanto apocalittici. Difatti, la creatura di Eric Kripke ha ritrovato lo smalto del passato, elevandolo al quadrato. E ciò, fa sperare nel meglio per l’epilogo di un titolo divenuto ormai iconico.
Questo perché, volenti o no, The Boys è diventata, nel corso degli anni, una di quelle serie cult alle quali è impossibile non affezionarsi, tanto per la sua storia corrosiva e sui generis, quanto per l’incredibile roster di personaggi che si muovono, perennemente, in quella flebile linea grigia posta tra il bene e il male. Aspetti, questi, che da sempre rendono il prodotto non solo accattivante, ma anche infattibile da prevedere nella follia che riversa in ogni singolo episodio.
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E questo lungo incipit di 120 minuti sotto forma di due episodi, apre le danze di questa final season che si presenta senza sconti alcuni e, semmai, non fa altro che confermarsi come un ordigno pronto a detonare al momento clou.
Echi di attualità e distopia a gogò

L’azione si svolge un anno dopo gli eventi conclusivi della quarta stagione di The Boys, abbracciando una squisita visione distopica – condita da echi di attualità (in particolare, quelli rivolti alla presidenza Trump e alla controversa questione dell’ICE) – in cui gli Stati Uniti sono diventati un regime totalitario, la Vought si è insediata alla Casa Bianca, epurando tutte le agenzie federali e di sicurezza e Patriota, sempre più instabile e fuori controllo, si è autoproclamato leader assoluto in un crescendo di follia e violenza.
Ancora una volta, a rendere monumentale l’ambiguo, luciferino e pericoloso antieroe ci pensa Antony Starr, un marchio di garanzia di The Boys, che porta sul piccolo schermo una psiche ormai totalmente incrinata e tutta una serie di maschere che cedono sotto il peso della più nera pazzia e del delirio di onnipotenza. Non sono di meno il cast storico della serie, a partire dal contraltare di Starr, ossia Karl Urban è il suo inimitabile Billy Butcher, personaggio che, di pari passo, si muove di fianco alla follia di Patriota.
Due antieroi, quindi, mossi da motivazioni estreme al limite dell’orrore e che, paradossalmente, si controbilanciano come pedine decisive di quella che, nei primi due episodi, si annuncia come una guerra totale (e globale) contro la tirannia dei Super e di Patriota.
Tra iperviolenza e umorismo nero, c’e spazio per uscite e ritorni
Come da ‘tradizione’, questa stagione finale di The Boys non lesina in quelle che sono le sue peculiarità alle quali ha abituato gli spettatori sin dal 2019: iperviolenza che trasuda gore e splatter, umorismo nero accompagnato dal più assortito (e pittoresco) turpiloquio e scene folli difficili da immaginare (e spiegare, d’altronde). Tra mutilazioni, corpi che esplodono e altre cose impensabili, The Boys non ha rinunciato a fare ciò che sa fare meglio: provocare gli spettatori per testare la loro resistenza sia con i ‘coloriti’ dialoghi sia con la macelleria estrema che si consuma in ogni episodio.
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Tuttavia, in mezzo a questo delirio i primi due episodi hanno concesso il giusto spazio narrativo non solo alla messa in immagini di un’America ormai soggiogata e piegata alla volontà dei Super, ma anche per uscite di scena (che lasceranno spiazzati) e ritorni (in qualche modo, ‘sperati’). Ed è proprio da queste due scelte che, molto probabilmente, il resto dei sei episodi restanti della quinta e ultima stagione saranno pervasi dalla risonanza di questi addii e rientri in gioco.
Hype e attesa per l’epilogo

Troppo presto per tirare le somme, memori della già citata e per nulla eccellente quarta stagione, questa quinta e finale di The Boys sembra promettere bene, guardando al suo passato d’oro per adattarlo ai tempi attuali. Tra satira politica (e questa, a maggior ragione, è la stagione più ‘politica’ di tutte le cinque che compongono la serie) e consumistica che diventa parodia (immancabili i riferimenti alle AI e ai deep fake virali), The Boys è tornata in grande stile, non deludendo le aspettative e alzando l’asticella dell’hype.
E se l’inizio è una bomba, il resto della stagione conclusiva non potrà che essere guerra totale e senza quartiere, osando sempre di più in un potenziale (e quasi sicuro) crescendo estremamente apocalittico e senza soluzione di continuità.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.

