Diciamolo subito: potremmo aver guardato, con tutta probabilità, la miglior versione cinematografica del supereroe blu e rosso. Superman di James Gunn (disponibile ora in tutte le sale) è un coraggiosissimo, naturale e divertente risultato di una evidente passione e una grande dedizione sul fare un degno film sul supereroe sopracitato. Risulta infatti come, se dobbiamo fare dei confronti, il Nosferatu di Robert Eggers oppure il Death Stranding di Hideo Kojima come ambizione di avere libertà creativa su un prodotto alla quale si è molto affezionati.
Regia e lato tecnico visivo

Il lavoro alla mano del regista si sente nelle gag, nei primi piani, nei movimenti a schiaffo e anche nei modi che ha di filmare gli animali sempre coinvolti all’interno delle sue storie (Guardiani della Galassia Vol. 3 ne è la quintessenza). Ma la regia esplode quando è conscia di filmare un film sui supereroi. E infatti i momenti d’azione, con un impatto visivo generale unito a delle riprese dinamiche e veloci e assemblate con una CGI davvero degna di nota riescono a far divertire e non poco tutti i tipi di pubblico.
Da lodare anche la fotografia curata da Henry Braham, con una costante luce imponente e un utilizzo di effetti visivi, luci e riflessi che rendono il film davvero un albo a fumetti su schermo.
La onnipresente penna di Gunn

Altro grande pregio è sicuramente la scrittura dei personaggi e la sceneggiatura che stupiscono davvero. Il film introduce in maniera rapida e furba il contesto per poi trasportarci nel vivo del racconto. E ha senso dato che ormai tutti conoscono le origini dell’eroe. Una piacevole sorpresa è il modo in cui sono stati affrontati diversi temi e personaggi secondari.
Oltretutto quella di Nicholas Hoult è decisamente la miglior interpretazione della pellicola, che costruisce un Lex Luthor crudele, avido e senza pietà, capace di impersonificare una pura malvagità unita all’orribile verità che il potere capitalistico e bellico dominino il mondo.

Buoni anche il protagonista interpretato da un David Corenswet che risulta perfetto fisicamente ed esteticamente, meno buono nella parte espressiva. Lois Lane intepretata dalla bella Rachel Brosnahan appare la migliore versione della donna storica di Superman sul grande schermo. Deliziosa la maniera in cui è stata utilizzata la figura di Krypto, che risulta un cagnolino dispettoso e adorabile a tutti gli effetti senza essere una macchietta.


Le tematiche narrate in questo film rappresentano delle acute e chiare metafore di grandi conflitti fisici, politici ed etnici che viviamo nella quotidianità (e non ci riferiamo solamente al conflitto tra i due Paesi). Ma ci troviamo spettatori di un alieno invulnerabile non sempre in grado di affrontare emozioni e sensazioni e che quindi sbaglia come umano.
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Ed è infatti questo il grandissimo punto principale della pellicola, proprio come nelle sue più grandi versioni fumettistiche. Gunn mette sul grande schermo un superuomo che è decisamente umano. Nei confronti dell’ira, della società odierna e dell’amore e, soprattutto, di semplicemente essere ‘veri punkrock’.
Punti mediocri e difetti

Ovviamente questo Superman, proprio come il personaggio, non è esente da difetti: come per esempio il non furbo utilizzo di alcuni personaggi secondari (soprattutto due che appaiono dalla seconda parte del film). Oppure delle musiche curate da John Murphy che non fanno altro che limitarsi a riproporre le melodie iconiche dei vecchi film sul supereroe.
Purtroppo, anche la comicità non sempre introdotta bene nelle scene, a volte, risulta debole o comunque non incisiva come avrebbe voluto essere. Così come le prove attoriali decisamente non memorabili di praticamente tutti i personaggi, tranne Luthor e Lane, che spesso risultano un po’ più fiacche rispetto alla scrittura ben sviluppata sui personaggi.
Conclusione
Superman risulta quindi essere davvero un autentico cinecomic autoriale con tutte le impronte stilistiche e registiche di James Gunn e anche dal punto di vista sceneggiativo e della messa in scena. Quindi, vale il prezzo del biglietto? Questo nuovo adattamento è decisamente promosso, nonostante qualche piccolo difetto e qualche sbavatura su un po’ di fronti, l’ambito film di Gunn è sicuramente un titolo da godere sul grande schermo e da supportare.
