Un gallo, dei demoni e un anime che prende tutto tremendamente sul serio. Rooster Fighter è la prova che basta cambiare un dettaglio per trasformare un seinen… in qualcosa di completamente fuori controllo. E sì, funziona meglio di quanto dovrebbe. Disponibile su Disney+.

Il battle anime che non sapevamo di volere

Adattamento dell’omonimo manga di Shū Sakuratani, Rooster Fighter arriva sul piccolo schermo con un’idea tanto semplice quanto pericolosa: prendere un gallo… e trattarlo come il protagonista di un battle anime serissimo. Il risultato? Una serie da 12 episodi che parte già con un primo capitolo esplosivo e una certezza: qui la follia non è un effetto collaterale, ma il punto di partenza
Il concept (e il primo impatto)

Rooster Fighter è esattamente ciò che sembra: un gallo vagabondo, Keiji, che combatte contro dei demoni giganti (i besti-oni). E no, non è una gag. O meglio, lo è… ma fino a un certo punto. Perché il primo episodio gioca sporco: entra con un’estetica da battle anime serissimo e poi ti lascia realizzare, lentamente, che il protagonista è un pollo con più carisma di molti eroi umani. E tu ci stai. Senza fare troppe domande.
Tra omaggio e parodia

E qui sta l’aspetto più interessante: Rooster Fighter non prende in giro il genere bensì lo replica alla perfezione, cambiando solo un dettaglio. Infatti, l’aura tragica ricorda Berserk e la solennità eccessiva strizza l’occhio a Ken il guerriero, mentre l’assurdità consapevole è figlia di One-Punch Man.
Dunque, si è di fronte a una parodia che funziona perché non ride mai davvero di se stessa. Anzi, è serissima. Ed è proprio questo il problema (e anche il bello).
Uno stile visivo che amplifica tutto

E poi c’è lei, l’estetica. Visivamente, l’anime spinge forte su un contrasto quasi disturbante. Un connubio di regia drammatica, inquadrature epiche e lighting da scontro finale… applicato a un gallo. Lo stile (complice anche il lavoro di studio Sanzigen) crea un effetto straniante: più cerca di essere ‘grande’, più diventa surreale.
E alla fine, ti accorgi di una cosa sola: forse, non stai guardando una parodia. Forse, stai guardando l’adattamento di un seinen vero. Solo che, al posto di armature o suit in spandex, l’eroe, beh… ‘indossa’ le piume.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
