Romantiche è il film che ha consacrato definitivamente e totalmente PIlar Fogliati. Sia come attrice che come regista.
Ne è passato di tempo da quel video, ancora oggi virale e diffuso sui social, dove imitava i vari dialetti e le varie calate romane. Quel filmato ha senza alcun dubbio reso celebre e famosa Pilar Fogliati. Quanto successo negli ultimi mesi l’ha però definitivamente e totalmente consacrata come vera e propria stella e astro nascente del cinema italiano. Fin troppo chiaro il riferimento a Romantiche, film che ha segnato il suo esordio alla regia, grazie alla collaborazione con Giovanni Veronesi e che è uscito nelle sale lo scorso febbraio.
Una pellicola dove la 30enne interpreta ben quattro personaggi: Tazia De Tiberis, la pariolina aggressiva, che dispensa pillole di saggezza alle sue amiche sui rapporti con gli uomini e che mira ad avere tutto sotto controllo, persino i desideri e la vita del suo fidanzato, Michela Trezza, ragazza semplice e di provincia, ormai a un passo dal matrimonio, Eugenia Praticò, aspirante sceneggiatrice scappata da Palermo per provare a raggiungere il successo e la notorietà, e Uvetta Budini di Raso, l’aristocratica radical chic del centro e che vive un po’ fuori dal mondo. Insomma quattro personaggi di base differenti e ben distanti tra di loro, ma che si trovano a condividere le problematiche dell’amore e dell’essere romantiche nella Roma contemporanea, con i suoi pregi, i suoi difetti e i suoi immancabili stereotipi.
A colpire dell’attrice e regista è la sua poliedricità, la sua capacità di farsi in quattro, di adattarsi a ruoli di per sé differenti e di far sorridere con una semplice mimica facciale e un solo sguardo alla telecamera. Un qualcosa che. se associato al successo di Odio il Natale, serie tv Netflix, sembra donarle e farle calzare alla perfezione lo scettro di icona e di simbolo generazionale. Pilar infatti riesce a interpretare e a mettere in scena alla perfezione tutti i disagi e le problematiche dei Millenials. Un disagio che non è forse solo amoroso e sentimentale, ma anzi che è a tratti persino esistenziale. Il tutto diventa simbolo di una generazione troppo spesso fragile e insicura, ma che, nel bene e nel male, riesce sempre a rialzarsi e a trovare la propria strada. Proprio come accade alle quattro protagoniste.
In molti l’hanno paragonata a Carlo Verdone, riferendosi ovviamente al fatto che il regista di Un sacco bello è sempre stato solito interpretare diversi personaggi, icone della romanità, nei suoi film. Ma, al di là di paragoni, ispirazioni e modelli, lei è semplicemente PIlar Fogliati. E il 2023 ha detto al mondo del cinema e della serialità proprio questo..
E intanto, per vuole vederlo per la prima o goderselo ancora una volta, Romantiche questa sera andrà in onda su Sky Cinema. Ecco il trailer:

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
