
Neon Genesis Evangelion, la storica serie di Hideaki Anno che ha rivoluzionato l’animazione, vanta ventisei episodi che offrono differenti chiavi di lettura, come nel caso dell’ottavo episodio L’arrivo di Asuka in Giappone.
La trama dell’ottavo episodio

Misato porta con sé Shinji e i suoi amici Tōji e Kensuke a bordo della nave ammiraglia che sta trasportando l’Unità 02 verso il Giappone. Il pilota dell’Eva è Asuka Sōryū Langley, ragazza di origini tedesche e dal carattere fiero. A scortare Asuka sulla nave c’è Ryōji Kaji, vecchia fiamma di Misato. Mentre la nave si trova ancora in viaggio nel mezzo dell’oceano, un Angelo acquatico, Gaghiel, attacca la flotta. Asuka, d’impulso, prende i comandi dell’Eva e parte all’attacco, coinvolgendo anche Shinji, che si ritrova assieme a lei all’interno della cabina di guida.
L’Angelo, però, riesce a trascinarli sott’acqua, dove il mecha della ragazza risulta essere molto limitato nelle azioni. Così Misato escogita un piano, consistente nel lanciare due delle maggiori navi da guerra della flotta direttamente dentro la bocca del nemico per poi fare fuoco con i cannoni e colpirlo direttamente dall’interno. Distrutto l’avversario, si scopre che durante l’azione i due coetanei hanno raggiunto un livello record di sincronizzazione reciproca. Nel frattempo Kaji, arrivato in Giappone, consegna a Gendō Ikari il primo Angelo Adam in forma embrionale, mentre Asuka si trasferisce nella classe di Shinji.
Peculiarità dell’episodio

L’arrivo di Asuka in Giappone dal lato prettamente registico, senza nulla togliere agli altri venticinque episodi che mantengono sempre un’elevata qualità, offre uno dei combattimenti più interessanti e caratteristici di Evangelion.
Con l’entrata in scena dell’Eva-02, il modello pronto per il combattimento, si dà vita a scene memorabili. La sua pilota, la Second Children Asuka Sōryū Langley, ai comandi dell’umanoide multifunzione sfoggia ego e protagonismo, aspetti che caratterizzano il suo essere, tant’è da ripercuotersi nei movimenti stessi dell’Unità 02, che salta da una portaerei all’altra per affrontare l’unico Angelo acquatico dell’intera serie.
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Al di là della spettacolarità del combattimento, l’ottavo episodio offre anche sprazzi di umorismo a metà strada tra slapstick e sottile erotismo: inquadrature su parti ‘specifiche’, gag alludenti e dialoghi colmi di doppi sensi che, tra l’altro, accompagnano saltuariamente la narrazione almeno fino a metà dell’anime.
L’importanza di questo episodio

Oltre all’entrata in scena della Second Children e dell’Eva-02 che regalano uno fra i più bei combattimenti contro gli Angeli, messi da parte azione e umorismo L’arrivo di Asuka in Giappone sorprende nelle sue battute finali: la misteriosa consegna che Kaji (personaggio fondamentale che viene qui presentato per la prima volta) deve effettuare al comandante Ikari altro non è che il primo Angelo, Adam, regresso allo stato embrionale e conservato nella bachelite speciale.
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Un colpo di scena, questo, che lentamente alimenta tutta una serie di rivelazioni episodio dopo episodio, promettendo così svolte narrative non indifferenti. L’ottavo episodio è, dunque, uno spartiacque che inizia, poco a poco, a lasciarsi alle spalle i momenti più leggeri di Neon Genesis Evangelion, per traghettare gli spettatori verso metà serie, più precisamente da quel quattordicesimo episodio con cui, l’intero tono dell’anime, cambia radicamente preparando il terreno a una discesa nella disperazione e nel dolore.
