Scritto e diretto da Giuseppe A. Modica, Qui dove il mare luccica è un cortometraggio documentaristico di vera bellezza visiva, uno scorcio di vita sulla Marina Grande di Sorrento e la sua quotidianità.

La trama

Decennale e dolce cagnolina, Rosy è la mascotte di Marina Grande, località di Sorrento. Amata dagli abitanti del posto, dai turisti e – soprattutto – dalla sua nuova famiglia (i gestori della caffetteria Da Giniello) dalla quale è stata adottata dopo la scomparsa del suo padrone storico, Rosy è il leitmotiv di ogni giornata.
Tra tradizione, scorci naturalistici e ritmi lenti, Rosy è promotrice nonché testimone di una socialità lontata dai ritmi frenetici della contemporaneità.
Un cortometraggio che parla a cuore aperto

Ci sono opere audiovisive che, anche con pochi minuti di durata, arrivano dritte all’animo dello spettatore, parlandogli in maniera diretta, cristallina e senza filtri alcuni. Questo è il caso di Qui dove il mare luccica, cortometraggio dal taglio squisitamente documentaristico scritto e diretto dal regista Giuseppe A. Modica. In soli diciassette minuti, l’autore ci porta per mano in un mondo altro, in quello di Marina Grande (Sorrento) in cui, il fisiologico scorrere del tempo, sembra fermarsi.
Una particolarità, questa, che diventa esplicito invito, in una società frenetica e 3.0 come quella coeva, a rallentare, andando a riscoprire tanto le connessioni con la natura che ci circonda quanto quelle con i nostri simili, con quel tessuto sociale che, in quel di Marina Grande, si depura dalle teste chine sugli smartphone e dalla fretta che lo stile di vita occidentale impone per la maggiore.
Modica, per raccontare questo spaccato esistenziale, utilizza una narrazione registica senza fronzoli, diretta nella sua comunicabilità eppure che lascia il segno per via della bellezza visiva che sa trasmettere. Competenze scenotecniche, queste, dalle qualità eccezionali e che guardano al passato del grande cinema italiano (impossibile non riconoscere quel pedinamento zavattiano di cotanta produzione neorealista).
Tra neorealismo, socialità e omaggi al grande Lucio Dalla

In Qui dove il mare luccica, la lectio neorealista è riconvertita in veste inedita e originale. Difatti tra testimonianze, aneddoti di vita vissuta e speranze, la cagnolina Rosy è l’attrice principale dell’opera ed è lei che viene pedinata. La regia, infatti, non è solo verticale ad altezza di umano, bensì anche orizzontale ad altezza di quattro zampe. Ne consegue, così, un taglio narrativo a cui è impossibile resistere e – soprattutto – non emozionarsi e commuoversi.
Perché Giuseppe A. Modica va oltre il rapporto umano-cane, mostrando come Rosy sia il vero e proprio collante sociale che unisce ogni individualità all’altro da sé in un borgo come Marina Grande nella quale, pienamente, è possibile ri(vivere) una vita altra, un’esistenza che «Veniva dal mare» (e il titolo stesso del docufilm è già una dichiarazione di intenti nonché omaggio al compianto Lucio Dalla), quasi a ricordare come, la vita, sia strettamente collegata all’elemento acqua.
Fortemente nostalgico e densamente carico di significato, Qui dove il mare luccica è un cortometraggio che lascia il segno: emoziona con il suo messaggio, abbacina gli occhi con i panorami che mostra e riempie il cuore di un tempo altro che sarebbe bello (e doveroso) ri(scoprire).

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
