X Factor 2025 è arrivato al suo Terzo Live. In una serata totalmente dedicata agli ’90 (Back to the ’90s), la gara è entrata ormai sempre più nel vivo. Le esibizioni dei dieci concorrenti sono state sempre la maggior attrazione, in una puntata dove l’ospite è stato Tommaso Paradiso.
Ecco le nostre pagelle
SQUADRA JAKE LA FURIA
TOMASI – Don’t Look Back in Anger non ha certo bisogno di presentazioni. Vederlo con la chitarra in mano e non al pianoforte fa quasi strano. L’interpretazione però è buona, seppur non perfettissima, soprattutto nel suonato con la chitarra. Come si dice in questi casi, senza infamia e senza lode. Il suo mondo è probabilmente un altro, ma dimostra duttilità e capacità di uscire dalla sua comfort zone, vincendo questa sfida. E a 17 anni appena compiuti non è cosa da poco. CORAGGIOSO. VOTO 7
DELIA – La profondità della canzone d’autore, con sonorità folk, è perfettamente rappresentata da Dolcenera di De André. Un pezzo che la porta per la prima volta a cantare in italiano, a non fare mashup e a non scrivere versi di suo pugno. L’eleganza, lo stile, la capacità di fare crossover, la sua voce e il suo timbro, graffiante, potente ed elegante a seconda delle esigenze, restano però gli stessi. La curiosità per il suo inedito è tantissima, sopratutto per capire che tipo di mercato possa avere. Con le cover però è davvero maestosa. AL TOP. VOTO 8,5
SQUADRA ACHILLE LAURO
EROCADDEO- Uomini soli dei Pooh è la storia della musica italiana e cantarla non è certo semplice. Manca tutto lo struggimento e l’emotività della versione originale. Insomma, è una reinterpretazione molto a modo suo. Ma, non perdendosi troppo in paragoni, dal punto di vista tecnico e vocale questo ragazzo è praticamente perfetto, sa davvero il fatto suo e ha il suo stile. E sembra, puntata dopo puntata, crescere tantissimo. PUPILLO DI LAURO. VOTO 7,5
LAYANA – Meravigliosa creatura di Gianna Nannini è probabilmente uno dei pezzi più belli della carriera di quest’ultima. Lei mette da parte le vibes rock e sceglie una versione molto delicata ed elegante (come quella contenuta nell’album Perle), che sicuramente la rappresenta di più. Vocalmente è raffinata, verrebbe quasi da dire garbata, anche se c’è qualche piccolissima incertezza. Ma l’esibizione appare un po’ piatta, senza sussulti e acuti. Un modo per portare a casa la pagnotta, ma forse serviva osare e rischiare. E probabilmente anche un’altra assegnazione. Se la porta comunque a casa. DI CORTO MUSO. VOTO 6
SQUADRA PAOLA IEZZI
MAYU – One degli U2 è un pezzo che non serve certo spiegare, in primis dal punto di vista emozionale. Rispetto alla scorsa settimana, riesce quantomeno a ritrovare grinta, energia e attributi. Sul palco è magnetica, soprattutto grazie al look, ma, dal punto di vista vocale e interpretativo, è lontanissima parente di quella che ha stregato tutti ad Audition e Bootcamp. La sensazione è che non fosse ancora pronta per un’esperienza del genere e che abbia pagato a caro prezzo l’emozione e le pressioni. Ma il talento e la voce ci sono. TUTTO TROPPO PRESTO. VOTO 5,5
ROB – What’s Up? delle 4 Non Blondes è anni ’90 allo stato puro. Lei ci aggiunge quel suo marchio e tocco pop punk, rendendola molto personale. E non sbaglia. Timbro vocale ormai già riconoscibile, presenza scenica, grinta, potenza e adrenalina da vendere. E soprattutto sa già come prendersi il palco con i suoi movimenti, che si sposano con la musica. E con quella voce può fare ciò che vuole. ANIMALE DA PALCO. VOTO 8,5
VISCARDI – Black or white di Michael Jackson è il più classico crossover. Interpretare il brano di un’icona è roba rischiosa e pericolosa, ma lui se la cava. Canta, balla e tiene il palco. Fa il tutto a modo suo e lo fa discretamente, senza essere caricaturale, che era il più grande pericolo in questo caso. Ma forse la scelta non lo ha valorizzato del tutto, soprattutto a livello vocale e canoro. PICCOLO PASSO INDIETRO. VOTO 7 –
SQUADRA FRANCESCO GABBANI
PIERC – I don’t want to miss a thing degli Aerosmith è una power ballad dall’intenso sapore rock. L’arrangiamento che presenta, soprattutto con l’inizio al piano, è leggermente più delicato, ma le vibes, dal punto di vista dell’energia e dell’emotività, sono le stesse. Con la sua vocalità che spacca, esplode e cresce nota dopo nota, prendendosi la scena definitivamente con l’acuto finale. La sua è una padronanza vocale pazzesca e fuori dal comune. STANDING OVATION. VOTO 8,5
MICHELLE – Torn di Natalie Imbruglia è la perfetta unione di pop e rock. Lei, come sempre, aggiunge quel tocco di elettronica. Questa volta però l’arrangiamento sembra stonare un po’, sopratutto se si è amato alla follia quel pezzo. Lei vocalmente senza dubbio c’è e resta sempre sul pezzo, ma la domanda non può che essere solo una: con i tanti pezzi dance ed elettronici presenti negli anni ’90, perché non fare una scelta più nelle sue corde? Forse avrebbe potuto spiccare il volo. ALI TARPATE. VOTO 6
TELLYNONPIANGERE – Qualcosa di grande dei Lunapop è un pezzo di storia per chi è cresciuto negli anni ’90. Una classica ballad pop, che un po’ lo fa uscire dalla comfort zone made in indie. E la differenza si sente, con stonature continue, fin troppo evidenti e tanti errori. Un’esibizione sottotono e imprecisa, ma dalla quale si può imparare. Anzi, si deve. FUORI EPOCA. VOTO 5
Pagelle Terzo Live X Factor 2025, l’eliminato
MENO VOTATO PRIMA MANCHE – MAYU
MENO VOTATO SECONDA MANCHE – LAYANA
Mayu si esibisce in Cheyenne, mentre Layana canta The Greatest di Billie Eilish.
ELIMINATA MAYU DOPO VOTO DEI GIUDICI (3-1)

Giornalista pubblicista, copywriter e ghostwriter. Sardo di nascita e romano d’adozione, cresce con le cuffie alle orecchie, tra un mare Di sole e d’azzurro e le difficoltà di Una vita da mediano. La passione per la buona musica come stella polare professionale, cercando di trasformare in parola le sensazioni e le emozioni che solo questa può dare. In una vita, che proprio come questo sito, è un apostrofo rosso tra le parole Movie e Indie.
