
A Sanremo 2026 è tempo di serata cover: ecco le nostre pagelle, con giudizi e voti, di tutte le 30 esibizioni
A Sanremo 2026 è arrivato il momento forse più atteso, ossia la serata cover. 30 le esibizioni in programma, con tantissimi ospiti. Una gara a sé, ma che può senza alcun dubbio orientare la corsa verso la vittoria nella finale di domani.
Ecco le nostre pagelle.
ELETTRA LAMBORGHINI CON LAS KETCHUP – ASEREJÈ: Elettra fa la solita caciara, ma lei è così: prendere o lasciare. L’esibizione fa ballare e sorridere, ma sembra tanto da animazione turistica. Comunque il trio spagnolo e questa canzone ci fanno fare un vero e proprio tuffo nel passato. VOTO 6 – BAILA BAILA
EDDIE BROCK CON FABRIZIO MORO – PORTAMI VIA: Fabrizio conferma (ma qualcuno aveva dubbi?) di avere una delle voci più belle del palcoscenico musicale italiano. E lui che guida l’esibizione, con Eddie Brock che prova a seguirlo, non riuscendoci sempre, ma scegliendo, questa sera, la via della semplicità. Moro recita un po’ il ruolo del fratello maggiore, con tanto di emozione finale. VOTO 6,5 – MAESTRO E ALLIEVO
MARA SATTEI CON MECNA – L’ULTIMO BACIO: una delle canzoni del cuore di Mara Sattei. E non solo sua. I due mostrano una buonissima intesa e hanno creato un ottimo mix, con Mecna e il suo rap pulito che fanno il loro, senza esagerare e strafare. Un’interpretazione che rende il giusto omaggio a un capolavoro di Carmen Consoli. VOTO 7+ – VERSIONE MODERNA
PATTY PRAVO CON TIMOFEJ ANDRJASHENKO – TI LASCIO UNA CANZONE: il danzatore rimane, come ci si aspettava, sullo sfondo, ma dando quel pizzico di eleganza in più. Il resto è la voce di Patty Pravo. Qualche piccola sbavatura, nessun fronzolo e nessuna guizzo, ma comunque sufficiente. VOTO 6 – VECCHIA SCUOLA
LEVANTE CON GAIA – I MASCHI: Questo è il vero girl power. Voce, presenza, scenica, energia e un chiaro “dai, mangiamoci il palco”. Le due si divertono, tra acuti, balletti, interpretazione top. sensualità e sguardi che profumano di amicizia vera e tanta femminilità. Levante e Gaia, ora vogliamo qualche altro duetto. Noi ce lo meritiamo. E, in fondo, anche voi. VOTO 8,5 – REGINE AL BACIO
MALIKA AYANE E CLAUDIO SANTAMARIA – MI SEI SCOPPIATO DENTRO AL CUORE: Ma che bella voce Claudio Santamaria! Sull’eleganza, la raffinatezza e lo stile di Malika non serve certo aggiunger altro: già sappiamo tutto. Espressività e canto che si uniscono alla perfezione per un risultato davvero di ottimo livello. VOTO 8 – TUTTO SUL PEZZO
BAMBOLE DI PEZZA CON CRISTINA D’AVENA – OCCHI DI GATTO: hanno fatto quello che avevano promesso. Hanno fatto quello che sanno fare meglio. Finalmente sul palco dell’Ariston si rockeggia e punkeggia a dovere, con l’aggiunta dei Led Zeppelin che fa volare altissimi. E Cristina D’Avena p quell’icona senza tempo. Bambole di Pezza, facciamo un patto: questo è il vostro stile. Sempre e comunque. VOTO 8 – C***O, CHE ENERGIA!
DARGEN D’AMICO CON PUPO E FABRIZIO BOSSO – SU DI NOI: un mashup che vede il brano di Pupo intrecciarsi con Il Disertore di Boris Vian, Gam Gam, la voce del Papa e chissà che altro che ci è sfuggito. Un messaggio di pace e un incontro di culture era l’idea. In realtà però arriva solo, al di là di un discreto arrangiamento, molta confusione, un filo di retorica e qualche contraddizione. VOTO 5 – IDEA, MA QUALE IDEA
TOMMASO PARADISO CON GLI STADIO: L’ULTIMA LUNA: la voce e il timbro di Gaetano Curreri sono sempre gli stessi dei momenti d’oro. E il suo omaggio a Dalla e d’alta scuola. Paradiso fa come sempre un po’ di caciara sul palco e sembra più lui l’ospite. Ma è comunque riuscito in ciò che sognava da tempo: cantare il suo idolo Lucio sul grande palco. VOTO 7 – DAJE LUCIO
MICHELE BRAVI CON FIORELLA MANNOIA – Domani è un altro giorno: l’intesa tra i due è perfetta, con Bravi che si emoziona. Un omaggio ben costruito a Ornella Vanoni, con le due voci che si fondono e sembrano quasi una sola. Forse un po’ troppa enfasi e ampollosità. Ma questo è il loro stile. VOTO 7,5 – ORNELLA PER SEMPRE
TREDICI PIETRO CON GALEFFI, FUDASCA & BAND – VITA: e a sorpresa arriva Gianni! E tutto cambia. Perché sembra, nonostante le differenze, un passaggio del testimone. Le barre scritte da Pietro calzano a pennello. Ed è un mix tra musica ed emozione. L’interpretazione di Pietro però sembra ancora una volta non perfettamente centrata. Ma oggi si può perdonare. VOTO 7,5 – VIVA IL PAPÀ
MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE CON BRUNORI SAS – IL MONDO: canzone che è un simbolo e un manifesto di un’epoca. Brunori guida l’esibizione e i due lo seguono. Forse manca il guizzo, ma i tre sembrano comunque perfettamente in sintonia. VOTO 6,5 – EFFICACI
FULMINACCI CON FRANCESCA FAGNANI – PAROLE PAROLE: versione, in un certo senso, invertita, con la Fagnani che fa Lupo e Fulminacci Mina. I due sono senza alcun dubbio assolutamente a fuoco, ma l’esibizione non è nulla di diverso da ciò che ci si sarebbe aspettati dopo l’annuncio del duetto Insomma, forse, peccano un po’ di originalità e inventiva. Buona l’idea, un filino meno la realizzazione. VOTO 6,5 – BELVE SENZA GUIZZO
LDA & AKA7EVEN CON TULLIO DE PISCOPO: ANDAMENTO LENTO: un’icona assoluta della musica italiana, che ha compiuto da poco 80 anni e che fa da padrino a due giovani frizzanti e che stanno facendo un bellissimo Festival. Esibizione a dir poco energica e ritmata, che fa ballare l’Ariston. E anche noi. VOTO 7,5 – FIESTA
RAF CON THE KOLORS – IN THE RIDDLE: le vibes sono quelle da Cosa resterà degli anni ’80. D’altronde c’è il suo autore e chi da quegli anni prende un po’ di ispirazione. Però non funziona del tutto. Forse per una coreografia un po’ eccessiva o per il ritmo leggermente più lento. Certo sulle voci non si discute, ma il resto… VOTO 5,5 – HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA
J-AX CON LIGERA COUNTY FAM. – E LA VITA, LA VITA: se con il pezzo in gara ci ha portati in un saalon country, qui ci porta nella Milano storica. Ci mette un po’ di modernità con il suo rappare. Insomma, è un’interpretazione simpatica e divertente. Con il tutto che sa un po’ di sketch di cabaret. Ma con Cochi, Paolo Rossi, Jannaccino e Ale e Franz è giusto così. VOTO 7 – UN PO’ ZELIG
DITONELLAPIAGA E TONY PITONY – THE LADY IS A TRAMP: erano i più attesi della serata cover, inutile nascondersi. Scimmiottano un po’ il musical americano, facendo show, ironia e sana irriverenza. Cantano (bene) e fanno sorridere. Ma, vista l’enfasi e l’entusiasmo con cui sono stati annunciati e presentati, ci saremmo aspettati di cadere dal divano per lo spettacolo del secolo (scherziamo…forse) VOTO 7,5 – COMEDY ACT
ENRICO NIGIOTTI CON ALFA – EN E XANAX: i due cantano bene e in modo pulito un vero e proprio capolavoro di Samuel Bersani. Piccola aggiunta di Alfa al testo originale, che non guasta, ma nemmeno aggiunge più di tanto al pacchetto finale. Perché il messaggio e la bellezza di En e Xanax era già forte e chiaro. VOTO 6.5 – PER UNA FRASE IN PIÙ
SERENA BRANCALE CON GREGORY PORTER E DELIA – BESAME MUCHO: tre voci intense e potenti che si fondono. Sembra però. in alcune parti, troppo una sorta di vero e proprio esercizio stilistico, tanto da risultare, in alcuni punti, eccessivo, esagerato e smisurato. Ovviamente, opinione soggettiva. VOTO 7 – – NON SERVE STRAFARE
SAYF CON ALEX BRITTI E MARIO BIONDI – HIT THE ROAD JACK: c’è la chitarra, c’è la tromba, c’è l’allegria di Sayf e di sua madre. E c’è la voce. In particolar modo quella di Mario Biondi, il cui timbro e graffio si riconoscerebbe anche tra altri mille. Sembra di stara più un Caffè Jazz o in un Blues Club che all’Ariston. E mica è un male. VOTO 8.5 – BOTTA DI VITA
FRANCESCO RENGA CON GIUSY FERRERI – RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA: andare a toccare un gigante come David Bowie porta un rischio: un paragone, che, in casi come questo. è inevitabile. I due vocalmente reggono, ma non del tutto. Forse sarebbe stata meglio un’altra scelta. VOTO 6 – – TROPPO IN ALTO
ARISA CON IL CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA – QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO: una versione molto più intima e delicata, con la canzone che però viene letteralmente spogliata di quello che è il suo arrangiamento. In primo piano c’è la sua vocalità, che tocca vette inesplorate, grazie anche all’accompagnamento del coro. Ma il tutto risulta un po’ troppo piatto. Di altissimo livello, ma piatto. Ovviamente opinione soggettiva parte 2. VOTO 8 – – QUESTIONI DI SCELTE
SAMURAI JAY CON BELEN RODRIGUEZ E ROY PACI: BAILA MORENA: Una versione del pezzo di Zucchero che ci porta dritti in Sud America, con empanadas e caipirinha a gogo, e non solo per la presenza di Belen. Forse un pizzico di trash e qualche imperfezione, ma, nel complesso, il trio funziona e fa il suo. Un plauso a Samurai Jay: partito in sordina, sta facendo un bel Festival. VOTO 6,5 – TODOS A CANTAR
SAL DA VINCI CON MICHELE ZARRILLO – CINQUE GIORNI: un brano a dir poco immortale. Sal parte emozionatissimo, ma piano piano ingrana, pur con qualche difficoltà vocale. Zarrillo lo guida, prendendolo quasi per mano, soprattutto nel ritornello. Tutto sommato, buon risultato, con una canzone che rimane sempre dentro ognuno di noi. VOTO 6+ – LA CANZONE SOPRA TUTTO
FEDEZ & MASINI CON STJEPAN HAUSER – MERAVIGLIOSA CREATURA: una versione particolare della canzone, con la voce di Domitilla D’Amico che si prende la scena sul finale. Il violoncello senza dubbio dona eleganza e stile, ma le barre di Fedez, questa volta, sembrano poche centrate e legate con il resto del testo. Un mix di troppe cose che non aiuta a capirne senso e direzione. VOTO 5 – MINESTRONE
ERMAL META CON DARDUST – GOLDEN HOUR: Dardust al pianoforte ed Ermal al microfono. E già questa è una garanzia. Una garanzia che trova conferma in un’esibizione confezionata con grande intelligenza musicale. Perché uno riesce a valorizza l’altro. Perché è questo che succede con due grandi artisti. VOTO 8,5 – GRANDE COPPIA
NAYT CON JOAN THIELE – LA CANZONE DELL’AMORE PERDUTO: Joan Thiele dimostra il suo feeling con i duetti, dopo la belle esibizione dello scorso anno con Frah Quintale. Nayt dimostra di saper uscire dalla sua comfort zone. Un omaggio che è lo specchio dello stile soprattutto di Joanita. Ma il rapper è riuscito a calarsi nella parte, facendolo con eleganza e rispetto. VOTO 7,5 – JOAN…AYT
LUCHÉ CON GIANLUCA GRIGNANI – FALCO A METÀ: Luchè rappa, Grignani fa il Grignani. Entrambi fanno il loro, ma il problema che sembrano quasi due esibizioni a parte. L’unione e la fusione pare non esserci mai. VOTO 5.5 – SENZA INTESA
CHIELLO CON SAVERIO CIGARINI – MI SONO INNAMORATO DI TE – grande coraggio portare Tenco sul palco dell’Ariston. Esibizione però che va e funziona solo a tratti. Insomma, non perfettamente centrata. VOTO 5 – – LUCI E OMBRE
LEO GASSMANN CON AIELLO – ERA GIÀ TUTTO PREVISTO: un’esibizione pulita dal punto di vista vocale e interpretativo, con Leo Gassmann che tira fuori anche le sue capacità di attore, rendendo il tutto più espressivo. Una dimostrazione di come Aiello sia delle voci più sottovalutate del panorama attuale. Bell’immagine di amicizia e stima artistica. VOTO 7 – DAJE BRO

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
