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It’s the time: si è alzato il sipario su Sanremo 2026. Nella prima serata si sono esibiti tutti e 30 i big in gara: le nostre pagelle
Il sipario si è alzato. E ormai il tempo dei bookmaker, delle sensazioni, dei pronostici e delle ipotesi è finito. Sanremo 2026 è ufficialmente iniziato, con la prima serata che ha visto esibirsi tutti e 30 i big in gara. E parte il calderone delle immancabili e puntuali pagelle. Perché anche questo è il Festival.
DITONELLAPIAGA – CHE FASTIDIO: arrangiamento musicale di altissimo livello, tra elettronica, pop dance, cassa dritta e house. E pronto a prendersi le radio di prepotenza. Il sarcasmo, l’irriverenza, l’eccentricità del pezzo e la sua presenza scenica, tra look e ballerini, arrivano a chilate. La sensazione però, a primo impatto, è quella di un po’ troppe cose messe insieme, un po’ troppo minestrone, un po’ troppa caciara. E, a dirla tutta, senza il testo davanti, molte parole non si capiscono.
I contro non cancellano i pro. E magari l’ordine mentale arriverà ascolto dopo ascolto.
CATCHPHRASE: Non posso sopportare Gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!)
E poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)
VOTO 7 – – A DUE FACCE
MICHELE BRAVI – PRIMA O POI: un racconto intimo e profondo di un amore finito, che fa ancora male, e della successiva ricerca di un equilibrio, con tutte le sue difficoltà. La voce c’è, la fa sentire e la accompagna con sobrietà.
Di certo non un pezzo indimenticabile e che lascerà il segno in questo Festival, ma coerente con il suo percorso artistico.
CATCHPHRASE: E pure il cane non la smette di abbaiare
E sarà che ogni volta che ti penso
Ricomincio sempre
VOTO 6 – IN PUNTA DI PIEDI
SAYF – TU MI PIACI TANTO: un po’ Ghali, un po’ Max Gazzè. Il titolo fa pensare a una canzone d’amore, ma in realtà questo tema viene “usato” per sviscerare le contraddizioni, le inquietudini, gli stati d’animo e i luoghi comuni dell’Italia, citando, tra gli altri, Cannavaro, Tenco e Berlusconi, ma senza nominarlo. Il sound mixa vari generi, tra street rap e cantautorato genovese.
Ironia, originalità e freschezza al potere. Da tenere d’occhio per la classifica?
CATCHPHRASE: L’Italia per me è quella grande azione di Cannavaro
L’Italia è tristemente nota per qualche fatto ma minimizziamo
Il cielo è azzurro, e il pomeriggio
Se ci armate, noi non partiamo
E come ha detto un imprenditore
“L’Italia è il paese che amo”
VOTO 8 – A NOI PIACI TANTO
MARA SATTEI – LE COSE CHE NON SAI DI ME: le sensazioni dell’album Che me ne faccio del tempo sono confermate: ha finalmente trovato la sua identità e la sua dimensione artistica. Una dedica d’amore, una ballad perfettamente sanremese, dove lei è totalmente centrata, sia vocalmente che stilisticamente.
Sul finale la sua voce sale su su. E spacca.
CATCHPHRASE: Sembra facile Questa vita che Mischia tutte le carte
VOTO 7 – CI SIAMO
DARGEN D’AMICO – AI AI: un passo indietro evidente rispetto a Dove si balla e Onda alta. Manca la stoccata e la frecciata alla Dargen. Anche perché il tema AI lo permetterebbe eccome.
Sicuramente la canzone è però orecchiabile, con un ritornello a dir poco martellante e pronto a entrare in testa, sapendo molto di tormentone estivo. E poi di certo a lui non manca la capacità di fare spettacolo e prendersi il palco.
CATCHFRASE: Cosa mi fai?
Mi dici vieni qui e poi te ne vai
– Bye Bye
Ma come – Bye?
Ho perso il tuo contatto, me lo ridai?
AI AI
VOTO 6+ – FIORETTISTA E NON SCIABOLATORE
ARISA – MAGICA FAVOLA: un viaggio autobiografico, che parte dalla Rosalba che giocava con le bambole e arriva alla maturità dei 40 anni. E poi c’è la sua voce, quasi celestiale, a cui l’accompagnamento orchestrale dà il giusto accompagnamento e la valorizza ancor di più.
L’arrangiamento però sembra quello di una colonna sonora di un film Disney, rendendo il tutto forse un po’ troppo stucchevole e quasi pomposo. Insomma, un po’ troppo da magica favola. Ed è un vero peccato.
CATCHFRASE: Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
VOTO 7 – – CI RESTA LA VOCE
LUCHÈ – LABIRINTO: nella prima parte si impegna a cantare e l’esperimento non riesce perfettamente. Dopo il ritornello torna a fare ciò che sa fare meglio: rappare. Ma il pezzo non arriva, quantomeno al primo ascolto, e rischia di perdersi nel marasma dei 30.
Insomma, da lui ci si aspettava forse qualcosa in più. O addirittura di diverso.
CATCHPHRASE: Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto
Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto
VOTO 5 – NON GIRA
TOMMASO PARADISO – I ROMANTICI: scritto con gli hitmaker Petrella e Simonetta, il brano non spicca certo per originalità, ma fa il suo. Paradiso fa il Paradiso, non uscendo dal suo sound e dalla sua comfort zone. Forse, vista l’occasione e il debutto sanremese, ci si sarebbe aspettati il guizzo o un osare di più.
L’esibizione, in alcuni punti, è tutt’altro che perfetta, ma forse legata all’emozione della dedica. sentita e fatta con il cuore, alla figlia. Perché quest’ultima è la cosa che arriva più di tutte, già dal primissimo ascolto. Basteranno fedeltà a se stessi e amore paterno per la top five?
CATCHPHRASE: Io quando bevo ci credo alle fate
Io non farò come ha fatto mio padre
Gelido
Non so come si fa
Ti darò sempre un bacio prima di partire
VOTO 6,5 – CUORE DI PAPÀ
ELETTRA LAMBORGHINI – VOILÀ: a parte le piume dietro (artificiali, ha specificato Conti), il suo look, e le citazioni ripetute alla Carrà, c’è poco da sottolineare e da dire sul suo brano.
Lei resta una sorta di meme vivente e si diverte. Ma saremmo sul palco più importante della musica italiana…
CATCHPHRASE: E allora viva viva viva la Carrà
VOTO 4,5 – FUORI LUOGO
PATTY PRAVO – OPERA: ogni anno a Sanremo c’è spazio per una vecchia gloria della musica italiana, con un brano che nulla aggiunge (chiariamo, nemmeno toglie), alla sua carriera.
CATCHPHRASE: Nella vanità, io sono Musa, colore tagliente e poi Opera, l’Opera
VOTO 5 – LA CARRIERA RESTA
SAMURAI JAY – OSSESSIONE: lui, in cuor suo, sapeva che (non) ci mancavano i tormentoni latini. Canzone adatta per essere ascoltata d’estate, con gli occhiali da sole, sotto l’ombrellone e con il cocktail in mano. All’Ariston appare un può fuori contesto.
Lui comunque ci mette tutto l’impegno possibile nell’esibizione, con tanto di ballerini. Ci rivediamo a giugno.
CATCHPHRASE: Come un’ossessione stanotte ritorni qui
Al centro delle mie fantasie
Ti amo solo di venerdì
Bailando contigo asì
VOTO 5+ – NON È ANCORA ESTATE
RAF – ORA E PER SEMPRE: la voce è quella dei tempi d’oro, con un’esibizione senza sbavature. Una canzone d’amore classica, nel suo stile, forse un po’ troppo nostalgica e retrò, Insomma, fa pensare e venire in mente i Festival di un bel po’ di anni fa, tra anni ’80 e anni ’90. Ma non è detto che, per lui, debba essere per forza un male
Vista la presenza del figlio Samuele tra gli autori forse ci aspettava quel pizzico di modernità in più. Ma il suo è un ritorno più che apprezzato.
CATCHPHRASE: Oggi il mondo è così diverso,
Niente è sicuro, tutto è controverso
E tra milioni di voci si nasconde la verità
E tu sei sempre la più bella
VOTO 6 – CLASSICITÀ
J-AX – ITALIA STARTER PACK: il country è arrivato a Sanremo. L’ha portato lui, con tanto di bastone da passeggio irlandese, violino e ragazze pon pon. Sembra quasi un intramezzo spettacolare inserito tra le canzoni in gara, che gioca e fa divertire, perché prende in giro e si prende in giro.
Difficile dire dove può arrivare in classifica, ma l’idea è geniale. Anche perché a lui non è certo servito snaturarsi.
CATCHPHRASE: Tutti hanno qualcosa da nascondere
Santi in paradiso non ce n’è al momento
Più che avere fede è meglio un complice
VOTO 7 – A GENIUS
FULMINACCI – STUPIDA SFORTUNA: un pezzo leggero, fresco e piacevole d’ascoltare. La sua semplicità potrebbe paradossalmente essere il punto di forza per salire di livello, ascolto dopo ascolto.
E poi la sua penna di qualità si riconosce fin dalle primissime parole. E dà segnali e vibes di grandissima maturità.
CATCHPHRASE: E passeranno
Classifiche e Sanremi
VOTO: 7 – GRAFFIO D’INCHIOSTRO
LEVANTE – SEI TU: in un mare di autori e produttori lei è l’unica autrice di testo e musica. E già questa è una nota di merito. Pezzo tanto fisico quanto intimo e delicato, che racconta le sensazioni fisiche dell’innamoramento. Brano che richiede una grande interpretazione vocale. E lei tira fuori la sua voce in modo pressoché perfetto.
Emoziona e convince. Anche perché alla semplicità Levante preferisce, ancora una volta, l’eleganza e la raffinatezza.
CATCHPHRASE: E la testa che gira, mi gira
Si gira a fissare il pensiero fino a dove sono valente:
Il timore di niente.
Per mostrarsi anche nelle miserie,
Poi restare a contare le macerie
VOTO 8 – LA VOCE NON È ACQUA
FEDEZ & MASINI – MALE NECESSARIO: Fedez dimostra, ancora una volta, di saper scrivere barre, rappare e cavarsela con il canto. Masini di poter insegnare a cantare a molti: il graffio è quello dei tempi d’oro. L’incontro generazionale funziona. L’unione tra due personaggi divisivi sul palco più divisivo convince, per quanto l’intesa, a tratti, non sembra proprio perfetta. Ma davvero piccolezze.
Non il pezzo migliore, ma quello che ha tutto quantomeno per il podio.
CATCHPHRASE: La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
VOTO 7 – OCCHIO A QUEI DUE
ERMAL META – STELLA STELLINA: ninna nanna dal sound molto arabeggiante e balcanico, che tocca una tematica tanto attuale quanto dolorosa. Ma lo fa con delicatezza, e questo è un punto di più, con la sua voce che accompagna e incanta a ogni singola nota.
Il ritmo che si mischia al dolore è il modo migliore per arrivare al punto giusto. E lo fa benissimo e in modo intelligente.
CATCHPHRASE: Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
VOTO 8 – TESTA E CUORE
SERENE BRANCALE – QUI CON ME: portare sul palco dell’Ariston un qualcosa di personale e doloroso come la perdita della madre è un atto di coraggio. Emozione e commozione la fanno da padrone, con la direzione d’orchestra dalla sorella che è la perfetta ciliegina sulla torta.
Serena Brancale, dopo Anema e core e Serenata, dimostra di essere un’artista a 360 gradi. E di avere una voce e un’estensione vocale fuori dal comune.
CATCHPHRASE: E se ti portassi via da quelle stelle
Per cancellare il tuo addio dalla mia pelle
Scalerei la terra e il cielo
Anche l’universo intero
Per averti ancora qui con me
VOTO 8 – EMOZIONI
NAYT – PRIMA CHE: il rapper lontano dai cliché non si snatura nemmeno a Sanremo. Quindi si può dire che non si sanremizza.
La sua scrittura è garanzia e certezza, con un pezzo molto intimo e da un testo profondo. Potrebbe crescere serata dopo serata, ma soprattutto andare bene negli streaming post Festival.
CATCHPHRASE: Ogni volta che mi fido
Che la gente mi fa schifo
Che la gente è come me
VOTO 7,5 – COERENTE
MALIKA AYANE – ANIMALI NOTTURNI: chi si aspettava la vecchia Malika può rimanere stupito. Atmosfere un po’ latine, un po’ funk, un po’ soul, un po’ ispirate agli anni ’70.
Una scelta coraggiosa e sperimentale, che però non le fa perdere l’eleganza della sua voce. E la scelta, nel complesso, funziona.
CATCHPHRASE: La strada è una giungla
Puntiamo alla luna
Come animali notturni
VOTO 7 – SORPRENDENTE
EDDIE BROCK – AVVOLTOI: uno dei più chiacchierati nell’avvicinamento al Festival. La canzone è tutt’altro che brutta, ma di certo non originale: il classico romanticismo sofferente e struggente di un amore non corrisposto.
La sua interpretazione è tutt’altro che imperfetta, con il cantato che, troppe volte, diventato urlato. Lui ci mette energia, grinta e determinazione. La sensazione è che possa essere la scheggia impazzita e la mina vagante di questo Sanremo: o ultime posizioni… o prime..(fin troppo chiaro il riferimento al televoto…).
CATCHPHRASE: E resti sola dentro un letto da rifare
Perché è più facile per te farti spogliare
VOTO 5 – IMPERFETTO
SAL DA VINCI – PER SEMPRE SÌ: la scia è molto quella di Rossetto e caffè. Insomma, neomelodico 3.0, o addirittura 4.o. Pezzo che sembra strizzare l’occhio al trash che piace tanto all’italiano medio, al trend e al meme social, perfetto per fare da sottofondo ai matrimoni made in Sud, tra fazzoletti che sventolano e piatti lanciati. Quasi una colonna sonora ideale per gli sketch de Il Castello delle Cerimonie e i falò di confronto di Temptation Island.
Chiariamo: il brano è musicalmente ben strutturato e lui sa cantarlo e interpretarlo alla grande. Insomma, il prodotto finale è un pacchetto intelligentemente, perfettamente e furbescamente studiato. Ed è per questo che, quelli che qui vengano elencati come difetti, potrebbero diventare i punti di forza per la standing ovation dell’Ariston e probabilmente per fare il botto al televoto.
CATCHPHRASE: Con la mano sul petto
Io te lo prometto
Davanti a Dio
Saremo io e te
Da qui
Sarà per sempre sì
VOTO 6 – MA È GIÀ VIRALE?
ENRICO NIGIOTTI – OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE: un pezzo alla Nigiotti, molto cantautorale e dove si sente la penna di Pacifico, per tornare sul palco che lo ha fatto conoscere al grande pubblico.
Forse il fatto che non abbia un vero ritornello lo rende un po’ debole e sottotono. Ma lui canta davvero bene e sa stare sul palco.
CATCHPHRASE: Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà
E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità
VOTO 6 – IL RITORNELLO NON CI STA
TREDICI PIETRO – UOMO CHE CADE: la canzone, partendo dall’urban, spazia bene tra diversi generi e stili, con gli archi che danno quel tocco di eleganza e particolarità. E l’originalità, con un pizzico di malinconia, è il suo il punto di forza.
Pietro forse paga un po’ l’emozione e il peso del palco, ma, nonostante qualche problema tecnico, la prima se la porta a casa. Può crescere molto ascolto dopo ascolto. Con lui che ha già dimostrato di sapersela giostrare sia nel rappato che nella parte melodica e che può dare quello switch decisivo.
CATCHPHRASE: Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà
E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità
VOTO 7,5 – DIESEL
CHIELLO – TI PENSO SEMPRE: atmosfere dark del primo Achille Lauro e romanticismo da Tananai. L’eccentricità del personaggio sembra valere di più di una canzone che, a primo impatto, appare come una via di mezzo tra troppe cose e non avere una direzione precisa.
Un brano che non lascia il segno e che può facilmente perdersi. Ed è un peccato, perché lui di canzoni belle ne ha fatte parecchie.
CATCHPHRASE: Pensi sia stato uno sbaglio
Venire sotto casa tua
Non ho trovato il coraggio
Di dirti quello che ho fatto
Ma almeno non ti ho detto una bugia
VOTO 5 – OCCASIONE PERSA
BAMBOLE DI PEZZA – RESTA CON ME: le regine del punk rock presentano un pezzo rock talmente annacquato da sembrare pop.
Insomma, snaturamento e sanremizzazione alla stato puro. Il risultato è un inno al girl power senza dubbio carino, ben suonato e ascoltabile. Ma ci si aspettava altro.
CATCHPHRASE:Resta con me
In questi tempi di odio
Tu resta con me
Anche se tutto questo ci cambierà
Adesso sono io a dirti che ho bisogno
VOTO 5,5 – ANNACQUATE
MARIA ANTONIETTA & COLOMBRE – LA FELICITÀ E BASTA: leggeri, gioiosi, freschi e simpatici.
Simili ai Coma Cose, pur senza scimmiottare e imitare. Difficile dire se lasceranno il segno, ma la coppia nella vita funziona anche artisticamente.
CATCHPRASE: Passo a prenderti.
Baby, facciamo insieme una rapina, baby,
Per riprenderci tutta la nostra vita
VOTO 6,5 – CHE COPPIA
LEO GASSMANN – NATURALE: brano senza infamia e senza lode. Ma che difficilmente può lasciare il segno ed essere ricordato.
Lui prova a dare tutto con l’esibizione, ma manca il lampo.
CATCHPHRASE: Ci siamo trovati, lasciati poi ritrovati con altri
Riempiti di baci che mi sembravano schiaffi
E non ne vale la pena, ma non vale, ma non vale
VOTO 5 – INVISIBILE
FRANCESCO RENGA – IL MEGLIO DI ME: senza alcun dubbio meglio rispetto alle ultime sue partecipazioni. Un brano che sembra costruito sulla sua vocalità e lui prova a valorizzarlo.
Della canzone però sembra davvero rimanere poco altro.
CATCHPHRASE: Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me
Lascialo in macchina
Fra tutti i miei
Dettagli sei
Tu il meglio di me, il meglio di me, il meglio di me
VOTO 5+ – VOCE E POCO ALTRO
LDA E AKA7EVEN – POESIE CLANDESTINE: sound latineggianti, ma non fastidiosi, per un brano orecchiabile, radiofonico. Ma a rimanere e a essere messa in mostra è soprattutto l’intesa tra i due.
I due amici-coinquilini fanno la loro dignitosa figura, con un pezzo che potrebbe tornare in voga nei mesi estivi
CATCHPHRASE: Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c’è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noi
VOTO 6,5 – CHE AMICIZIA

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
