Ecco il nuovo progetto dei Clipse, Let God Sort Em Out: un disco davvero importante per il duo e per il futuro imminente dell’hip-hop
I Clipse, duo formato dai fratelli Pusha T e No Malice, segnano un ritorno decisamente significativo con il nuovo album “Let God Sort Em Out“, uscito l’11 luglio (disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitali, e in formato fisico; cd e vinile). Soprattutto se affiancati a un enorme pilastro non dell’hip-hop, ma della musica in toto post anni 2000 come Pharrell Williams alle produzioni.
La forza del disco
Il nuovo progetto del duo, accompagnato dal noto producer, è solido, sicuro di quello che rappresenta nel mercato musicale statunitense odierno e di conseguenza di quello che vuole essere nei tempi a venire, ovvero: pura scuola per i futuri MC’S. Il rap di Pusha T e di No Malice in questo album è tutto e (a differenza di quanto spesso accada, soprattutto nel nostro paese purtroppo) riescono alla perfezione ad unirsi, al flusso delle produzioni stupefacenti dell’ex-membro degli ormai andati Neptunes, dando all’orecchio una confort zone in cui tutto riesce a convivere benissimo senza che un elemento stia sotto o sopra ad un altro.
Le barre solite dei due risultano taglienti, crude, esplicite, ma ormai anche adulte e consapevoli. Questo, data ormai l’età adulta dei due, ha portato automaticamente anche a possedere una coscienza ed una maturità artistica e musicale decisamente riservata a pochi. Lo si nota subito fin dalla intro, Birds Don’t Sing (in collaborazione con i Voices Of Fire e con John Legend nel ritornello), una delle canzoni sulla perdita e l’accettazione di essa tra le più belle di sempre nell’hip-hop. Da notare anche la copertina dell’album che, stilisticamente, è a metà tra le classiche copertine dei vecchi album del duo, così come di quel periodo, ma dall’altra parte risulta estremamente nuova. E si ha questa sensazione per tutto l’ascolto, con il suono pare cucito a mano ed i versi dei due sembrano costanti strofe poetiche.
La componente della direzione artistica non passa per nulla in secondo piano, con una tracklist senza sbavature e che scorre come un fiume in piena da uno stile all’altro, sempre con la grande presenza dei tre artisti, riconoscibili tra mille. Tra i featuring, grandi nomi quali: Kendrick Lamar (nella seconda traccia, Chains & Whips); Tyler, The Creator (nella terza, P.O.V.); The-Dream (nella sesta, All Things Considered); Stove God Cooks (nella nona, F.I.C.O.); Ab Liva (nella decima, Inglorious Bastards); e per ultimo ma decisamente non per importanza: Nas (nella dodicesima, Let God Sort Em Out/Chandeliers). In tutto tredici tracce di degno rispetto ed importanza.
L’età è solo un numero
Pusha T ha 48 anni, No Malice e Pharrell Williams ne hanno 52. Questo dimostra, in tutti i campi artistici e non (guardiamo ad esempio Scorsese che ha 82 anni o Stephen King, 77), che non esiste un’età che non ci permetta di creare ciò che vogliamo come esseri umani. Di non fare arte, di non raccontare qualcosa o rappresentarlo. Nulla ce lo impedisce; basta davvero avere tanta passione; avere pazienza, impegno e dedizione. Let God Sort Em Out è già un classico degli ultimi anni, un disco in cui dei cinquantenni dimostrano come si rappa ai giovani inesperti. La sensazione è che potremmo davvero vederne delle belle.
