
In un’intervista esclusiva rilasciata ai nostri microfoni, Samuele Cyma ha parlato del suo ultimo singolo Dissolvimi… Ma non solo
Il suo ultimo singolo Dissolvimi, il modo in cui è nato e la sua struttura musicale, le sue ispirazioni e i suoi progetti futuri: Samuele Cyma si è raccontato in una lunga intervista rilasciata ai nostri microfoni.
Come si è sviluppata l’idea di un brano che si sviluppa attorno a un arpeggio di synth ciclico basato su un giro di sei accordi?
«Quando ho scritto “Dissolvimi” ero fissato con questo brano dei Radiohead “like spinning plates”, l’idea viene sicuramente da lì. L’ arpeggio l’ho composto su Ableton mentre aspettavo il volo in aeroporto a Zagabria. Una volta tornato a casa, ci ho aggiunto delle percussioni elettroniche e una melodia improvvisata. L’arrangiamento finale si è concretizzato dopo qualche anno, anche dopo averlo suonato dal vivo con Giovanni Iacovella, Michele Mariola e Federico D’Angelo».
Dal punto di vista della produzione musicale, quanto è stato poi difficile inserire in quest’architettura una melodia semplice e cantabile?
«Questo è stato abbastanza naturale, ho cantato improvvisando e abbastanza subito è uscita la melodia del ritornello, le strofe erano un po’ più libere, la struttura lasciava molto spazio per la voce secondo me».
Il titolo Dissolvimi fa pensare a fragilità e debolezza: quanto c’è di autobiografico in questo pezzo?
«Sicuramente viene da qualcosa di personale, ma probabilmente il testo è un po’ una didascalia di quello che poi succede musicalmente nel brano. È stato tutto inconsapevole inizialmente, non pensavo a un episodio in particolare».

Nella tua canzone si colgono varie influenze musicali e quell’immancabile voglia di sperimentare. Ma quali sono i tuoi punti di riferimento dal punto di vista artistico?
«Le mie influenze vengono da un ibrido tra musica elettronica contemporanea (Sophie, Marina Herlop, Bjork…) , alternative rock (Verdena, Radiohead) e anche jazz sperimentale contemporaneo».
Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Ora sto preparando il mio ultimo Lp, uscirà nei prossimi mesi ed è un po’ la sintesi di tutto quello che ho assorbito negli ultimi 3-4 anni, non vedo l’ora di liberarlo».

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
