
Elena Romano e Jilhara, in occasione dell’uscita del loro singolo Sexting, hanno rilasciato un’intervista ai nostri microfoni
Sexting è un brano che viaggia tra amore vero e amore virtuale. Ma da raccontare e da dire c’è tanto altro. Elena Romano e Jilhara lo hanno fatto in una lunga e interessante intervista, rilasciata ai nostri microfoni.
Com’è nato questo connubio artistico che ha portato al singolo Sexting?
«Ci siamo conosciute alla Siena Jazz University, dove abbiamo condiviso lo stesso percorso di studi. La nostra collaborazione artistica è nata qualche anno più tardi, come naturale evoluzione di un’amicizia consolidata, trovando proprio nella musica la sua forma più autentica e appagante».
Amore vero e amore virtuale: un tema davvero molto attuale. Ma quanto la musica può aiutare a capirlo e ad affrontarlo sia con leggerezza che con intelligenza?
ELENA ROMANO: «La musica è un grande alleato. La creatività permette di aprire lo sguardo, offrendo prospettive nuove anche su tematiche complesse. Attraverso l’atto creativo, ciò che è “brutto” può trasformarsi in qualcosa di bello, e le esperienze negative possono essere rielaborate fino a diventare sogno».
Nel brano si fondono R&B ed elettronica. Ed è proprio questo mix a permette di far coesistere malinconia, intimità, illusione, desiderio e contemporaneità. Era questo l’obiettivo?
ELENA ROMANO: «Sì, grazie per aver colto questa sfumatura. All’inizio volevamo semplicemente affrontare una determinata tematica, ma nel corso del processo creativo tutto si è trasformato in una vera e propria esplosione di idee, nata da un profondo lavoro di introspezione e rielaborazione dell’esperienza vissuta. Musicalmente, abbiamo messo insieme i nostri trascorsi stilistici, creando un sound singolare e orientato alla ricerca».
Sperimentare e fondere mondi musicali diversi sembra essere il mood di questa collaborazione: oggi quanto è fondamentale fare ciò per non passare inosservati?
ELENA ROMANO: «Non lo so. Io, Elena, sono naturalmente orientata alla ricerca, più per un’esigenza personale che per una strategia. mi interessa capire fin dove posso spingermi, esplorando territori nuovi e mettendo costantemente alla prova la mia comfort zone».
JILHARA: «Penso che la miglior strategia sia essere sé stessi».

Quali artisti, nazionali o internazionali, sono fonti di ispirazione?
ELENA ROMANO «Ho sempre ascoltato generi molto diversi tra loro. Ultimamente mi sento particolarmente ispirata da artiste del panorama alt-pop, come Lana Del Rey, Jazmin Bean e Marina and The Diamonds. Allo stesso tempo, continuo ad attingere anche al cantautorato internazionale, soprattutto tra gli anni ’60 e i 2000; figure come Fiona Apple o Nico restano per me riferimenti molto importanti».
JILHARA: «Da Kali Uchis, a artisti inglesi ai gruppi vocali femminili anni 90: Destiny Child, Swv, Brandy.. Jazmine Sullivn, Her. E poi ascolto sempre cosa esce di nuovo in Italia, ma anche brani italiani anni 60/70, D’Angelo, Tiziano Ferro negli anni 90/inizi 2000».
Quali sono i progetti futuri?
RISPOSTA ELENA ROMANO: «Pubblicare il mio primo disco ed esibirmi dal vivo il più possibile».

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
