Giovedimaggio, artista trentino classe 2000, si è raccontato e ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni: le sue parole
Il suo ultimo singolo Andare via, disponibile in streaming e in rotazione radiofonica dal 12 settembre, il suo spaziare tra vari generi, i suoi modelli e i progetti futuri. Di questo, ma anche di molto altro, ha parlato Giovedimaggio, artista trentino classe 2000, ai nostri microfoni.
Com’è nato il brano Andare via?
«“Andare via” è nato come un’idea di fuga, non tanto da qualcosa di concreto, ma dalle cattive abitudini e dalla routine quotidiana. Quando canto ‘ho mille idee per la testa, ma bevo sempre il solito caffè’, parlo proprio di questo: il desiderio costante di cambiare tutto, ma la sensazione di restare sempre nello stesso giro, tra lavoro, giornate simili e abitudini che potrei spezzare, ma che non scelgo di abbandonare. Non è una lamentela, piuttosto una consapevolezza, e il brano è il mio modo di evadere da questi pensieri per vivere con più leggerezza. La scrittura è nata in maniera spontanea e divertente: stavo guidando verso casa di Fabio, ascoltando un type beat, quando ho provato una forte sensazione di entusiasmo che mi ha fatto buttare giù frasi e melodie di getto, con quella frenesia di chi ha paura di perdere un’idea. Una volta arrivato, ho fatto ascoltare a Fabio (Zanolini ndr) la top line del ritornello e lui ha subito immaginato l’aggiunta del vocoder e dei vocal chops per il drop. Ci siamo caricati entrambi fin da subito, ed è lì che il pezzo ha preso forma».
Il tema del ritagliarsi del tempo per se stessi ritorna in molte tue canzoni. È importante per te lasciare questo messaggio a chi ti ascolta?
«Sì, per me è molto importante. Scrivere e cantare di questo tema nasce prima di tutto da un bisogno personale: ricordarmi che non devo sempre correre o inseguire qualcosa, ma che a volte è fondamentale fermarsi e prendersi uno spazio per sé. Credo che tutti abbiamo bisogno di momenti in cui staccare, respirare e ritrovare le energie».

Ascoltando la tua discografia, si nota che passi dal pop al rap, dall’elettronica alla canzone d’autore. Quanto ti piace spaziare tra vari generi?
«Mi piace sperimentare con vari generi, perché mi diverte e mi fa scoprire sempre cose nuove. Però se devo essere sincero, è nel cantautorato che mi sento davvero me stesso: lì riesco a raccontare meglio chi sono e metterci tutta la mia passione».
C’è un artista, del passato o del presente, a cui ti ispiri?
«Ho tante influenze, da artisti più storici fino a quelli più attuali. Amo il cantautorato italiano, da Battisti a Concato, la musica di Vasco, Cremonini, Jovanotti… Ma seguo anche artisti più giovani come Olly o Alfa. Allo stesso tempo, ascolto tanta musica internazionale, da Post Malone a Drake, Bad Bunny, Quevedo. Tutto questo si riflette nel mio stile: credo che quello che faccio sia proprio il risultato di tutto ciò che ascolto e che mi ispira ogni giorno».
Ci sono due figure molto importanti nel tuo percorso artistico: YENKO e il produttore Fabio Zanolini. Come sono nate queste due collaborazioni?
«La collaborazione è nata prima di tutto da un’amicizia. Con Jacopo ci conosciamo da un paio d’anni, ci siamo incontrati quasi per caso a un concerto di Olly nel 2023 e da subito abbiamo capito di avere in comune la stessa voglia di fare musica e di trovare la nostra strada. Poi una sera Fabio (Zanolini) ci ha invitati nel suo studio e da lì è nato “Zero sbatti”, il nostro primo feat. Da allora abbiamo continuato a muoverci sulle stesse vibrazioni e l’anno scorso è arrivato “Stand by”, il brano che abbiamo pubblicato insieme».
Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Mi piacerebbe tanto iniziare a pensare ad un album…».
IMMAGINI DI UFFICIO STAMPA RED&BLUE MUSIC RELATIONS

Giornalista pubblicista, copywriter e ghostwriter. Sardo di nascita e romano d’adozione, cresce con le cuffie alle orecchie, tra un mare Di sole e d’azzurro e le difficoltà di Una vita da mediano. La passione per la buona musica come stella polare professionale, cercando di trasformare in parola le sensazioni e le emozioni che solo questa può dare. In una vita, che proprio come questo sito, è un apostrofo rosso tra le parole Movie e Indie.
