Fresca di conclusione, la seconda stagione di Frieren – Oltre la fine del viaggio nella sua brevità è riuscita a intrattenere ed emozionare, nonostante alcuni difetti registici e grafici non di poco conto.

La trama

Dopo l’esame per maghi di prima classe, Frieren, Fern e Stark si dirigono verso il Nord, affrontando demoni sempre più pericolosi e sfide che mettono alla prova non solo la loro forza, ma anche la loro unione. Tra battaglie, ricordi, vecchi e nuovi volti, Frieren comprende sempre di più cosa significhi davvero ‘restare’ nel cuore di qualcuno, continuando a interrogarsi sul valore del tempo, dei legami e di ciò che rimane dopo la fine di ogni avventura.
Una stagione 2 non priva di difetti

Tra i più attesi ritorni del primo trimestre del 2026, Frieren – Oltre la fine del viaggio ha ripreso i fili lì dove si erano interrotti al termine della corposa prima stagione. E proprio da quest’ultima si discosta non tanto per l’esigua durata (solo dieci episodi contro i ventotto che compongono la prima), quanto per la qualità altalenante del comparto grafico e registico per quanto concerne animazioni e character design (di cui abbiamo già parlato tempo addietro qui) che questa seconda stagione porta con sé. Difetti, se così possiamo chiamarli, che possono sì lasciare con un fondo di amaro in bocca ma – ciò nonostante – sono controbilanciati dalla sempre elevata qualità contenutistica delle tematiche che fanno di Frieren non una semplice avventura fantasy, bensì una riflessione sull’esistenza.
Non mancano, difatti, momenti permeati dal dramma e segnati dalla dipartita, così come confessioni intime e avvicinamenti tra i personaggi, questi ultimi atti a far progredire le relazioni umane (ed elfiche) tra protagonisti e comprimari dell’opera. La bellezza di un anime come Frieren, infatti, sta proprio in questo: nel saper unire avventura, fantastico, umorismo e maturità facendo sì che, nella sua eterogeneità, l’insieme di questi elementi siano in perfetta armonia.
Breve, sì. Ma sempre emozionante

Eppure, in soli dieci episodi la seconda stagione di Frieren condensa e continua a portare avanti il suo animo pervaso da sentimenti ed emozioni, un pot-pourri che denota, ancor di più, la profondità di un prodotto come questo che, dietro l’aspetto di battle shōnen, nasconde un animo maturo che va ben oltre l’intrattenimento. Se da una parte l’anime offre più di un’occasione carica di divertimento e azione, dall’altra non dimentica la nostalgia del passato né la malinconia del presente e, d’altronde, il sottotitolo stesso (Oltre la fine del viaggio) espleta questo leitmotiv narrativo e situazionale che guarda tanto a ciò che è stato quanto a quello che è in divenire.
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Ecco che tra combattimenti frenetici e alquanto sanguinosi (come quello che prende le mosse con Stark e il mago di prima classe Genau contro il divino Revolte, demone violentissimo e molto pericoloso) e momenti di humour legati – in particolare – alla goffagine in alcune situazioni dell’elfa-maga Frieren, alle arrabbiature di Fern e alle attenzioni ‘particolari’ che la maga di prima classe Methode rivolge alle donne minute (elfe o umane che siano) si assiste, così, all’introspezione e, con essa, allo sviluppo e alla maturazione di relazioni e personaggi.
A giovare dello sviluppo da una situazione di apparente incomunicabilità a una più diretta, è il rapporto tra la maga di prima classe Fern e il guerriero Stark che sfocia in un vero e proprio appuntamento tra i due, uno scorcio di romance tra due giovanissimi nel bel mezzo del viaggio intrapreso insieme a Frieren che, messi da parte i ruoli di apprendista e avanguardia per un giorno, cercano di scoprirsi meglio reciprocamente.
La giusta transizione verso la stagione 3

Messi da parte i difetti tecnici e le incongruenze visive che, come già affermato, si notano soprattutto nel character design ma anche nelle animazioni (in particolare, quelle rapide dei combattimenti), tirando le somme la seconda stagione di Frieren – Oltre la fine del viaggio si conferma un ulteriore tassello che amplia worldbuilding e lore introducendo nuovi personaggi sì secondari bensì fondamentali per conoscere, ancor di più, il precedente viaggio di Frieren, così come un’opera capace di intrattenere e – al tempo stesso – emozionare tramite il sapiente utilizzo di flashback (legati alla precedente compagnia della maga elfica), backstory (come nel caso di quella del mago Genau) e dettagli (la missione di recupero dell’autobiografia dell’eroe Himmel) capaci di alimentare una genuina malinconia.
A stagione cocnclusa si può riconoscere, dunque, come questo atto II sia il giusto percorso fondamentale per spianare la strada alla quasi sicura stagione 3 che, stando alla breve ma intensa scena post credit, dovrebbe portare sul piccolo schermo l’arco narrativo Golden Land. A maggior ragione, non resta che aspettare e, nel frattempo, metabolizzare l’ulteriore tappa appena conclusa di questo viaggio fantasy.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
