Stupido dolore è il nuovo singolo di Federica Carta, secondo capitolo del suo percorso più intimo, iniziato con Ti prego non piangere
Federica Carta torna oggi venerdì 24 aprile con Stupido dolore, secondo capitolo del suo percorso più intimo e consapevole, iniziato con Ti prego non piangere. Si tratta di un brano pop che nasce in quella distanza tra l’andare avanti e il lasciar andare, scritto insieme a Fasma e prodotto da GG, a conferma di un sodalizio artistico ormai consolidato.
Ci sono storie che ho rimandato, altre che vengono a farmi visita solo nel buio dei miei sogni. Ognuna coi suoi mostri, avvolte dalla luce, rimaste intrappolate senza spiegazioni. Poi, quando è il momento, escono da sole su un foglio e si vestono d’inchiostro. All’improvviso non hanno più un nome, ma un titolo.
Federica Carta
C’è una domanda che attraversa tutto il brano e che non trova risposta: come si fa? Come si fa a smettere di pensare a qualcuno, a togliere da una stanza ciò che continua a restare, a separare i ricordi da quello che si prova ancora. Stupido dolore nasce da qui, da questa ripetizione quasi ossessiva, che non porta a una soluzione ma espone una condizione. Nel testo il dolore non è astratto, è concreto. Ha un odore — “mi sa di te” — si lega agli spazi, agli occhi, alle cose più semplici. Non è qualcosa che si ricorda, ma qualcosa che si sente ancora, anche quando si prova a lasciarlo indietro. È proprio questa presenza continua a renderlo difficile da definire, ma impossibile da ignorare.
Il titolo arriva quasi come una difesa: chiamarlo “stupido” è un modo per provare a ridimensionarlo, per tenerlo a distanza almeno nelle parole, ma il dolore non segue una logica, non si lascia correggere. Rimane, si ripresenta, si insinua nei dettagli: nelle stanze che continuano a sapere di qualcuno, negli occhi in cui si vorrebbe ancora guardare il mondo, nei pensieri che tornano sempre lì, in quella domanda che si ripete — “come si fa?” — senza trovare risposta. Stupido dolore diventa così il racconto di una sensazione condivisa: il punto in cui si prova ad andare avanti e si scopre che non è così semplice, perché certe emozioni non spariscono, ma cambiano forma, si fanno più sottili e continuano a restare, ridefinendo, silenziosamente, il modo in cui si vive tutto il resto.

CREDITI
Autore: Federica Carta, Tiberio Fazioli
Compositore: Luigi Zammarano, Raffaele Riefoli
Produzione: GG
Publishing: WFK Empire

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
