
Il 13 agosto 2021 segnava un momento storico per l’animazione giapponese e per milioni di fan in tutto il mondo: l’uscita italiana di Evangelion 3.0+1.0 Thrice Upon a Time. Diretto da Hideaki Anno, il film rappresenta non solo la conclusione della tetralogia Rebuild of Evangelion, ma anche l’addio definitivo a un franchise che, per oltre venticinque anni, ha ridefinito i confini della narrazione anime.
Un’uscita che segna la fine di un’epoca

Il 13 agosto 2021 non è stata solo una data di calendario per gli appassionati di Evangelion. Con Thrice Upon a Time, Hideaki Anno ha chiuso un capitolo iniziato nel 1995 con la serie Neon Genesis Evangelion, passando poi per il controverso e potentissimo The End of Evangelion.
Questa volta, però, la fine ha un sapore diverso: non distruzione, ma ricostruzione. Il regista ha trasformato l’ultimo atto in un messaggio di guarigione e di speranza, portando Shinji e gli altri personaggi verso una conclusione che libera dal peso del passato.
Un addio che diventa ri(nascita)

Mentre The End of Evangelion si chiudeva in un’apocalisse disturbante, 3.0+1.0 sceglie un approccio opposto. Shinji, simbolo di fragilità e insicurezza, trova finalmente la forza di agire e di scegliere la vita. È un finale che non solo chiude un arco narrativo, ma consegna un messaggio universale: lasciar andare il dolore è possibile, e la ri(nascita) è alla portata di tutti.
La Rebuild ha portato Evangelion in territori visivi mai esplorati. In 3.0+1.0, l’uso combinato di animazione tradizionale e CGI raggiunge un equilibrio raro, offrendo scene di battaglia spettacolari e ambientazioni ricche di dettagli. Il film diventa così anche un manifesto tecnologico dell’animazione giapponese contemporanea.
La scena conclusiva, in cui Shinji abbandona il mondo animato per entrare in uno reale, è più di un espediente artistico: è il gesto di Anno che si congeda dai suoi personaggi, chiudendo un rapporto simbiotico che durava da decenni. È un invito allo spettatore a fare lo stesso: lasciare Evangelion, ma portarlo nel cuore.
Dietro le quinte di un’uscita storica

Oltre al valore narrativo, Evangelion 3.0+1.0 porta con sé il peso di una produzione lunga e complessa, rallentata da rinvii e difficoltà logistiche, aggravate dalla pandemia. Questa gestazione travagliata ha reso l’uscita ancora più significativa, trasformandola in un evento atteso e carico di aspettative.
La ricezione è stata calorosa: la critica ha elogiato il coraggio di Anno nel ribaltare le aspettative, offrendo un epilogo che dialoga con il passato ma non ne resta prigioniero. Molti fan storici hanno visto in questo capitolo un gesto di maturità artistica, capace di riconciliarsi con le ferite lasciate dalle opere precedenti.
Per Hideaki Anno, Thrice Upon a Time rappresenta anche un passaggio di testimone. Dopo aver vissuto in simbiosi con Evangelion per oltre metà della sua vita, il regista si affaccia a nuovi progetti e linguaggi, portando con sé l’esperienza e la consapevolezza maturate in questo lungo percorso creativo.
L’impatto culturale e l’eredità di Evangelion

Evangelion 3.0+1.0 Thrice Upon a Time non è solo un finale per i fan, ma anche un punto di svolta per l’animazione giapponese. La sua influenza si percepisce già nei nuovi autori, che ne riprendono il linguaggio visivo e la profondità tematica. È un’opera che dimostra come l’animazione possa essere veicolo di introspezione psicologica e riflessione esistenziale, senza rinunciare alla spettacolarità.
Dunque, quel 13 agosto 2021, Evangelion 3.0+1.0 Thrice Upon a Time ha messo un punto alla storia di Hideaki Anno e della sua creatura più famosa. Non una chiusura brutale, ma un addio consapevole, che lascia spazio a nuove storie e nuove emozioni. Un film che rimarrà nella memoria collettiva come l’ultima, vera fine di Evangelion.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
