
Camilla Buzzetti si è raccontata ai nostri microfoni, parlando del suo singolo Pictures e dei suoi progetti futuri
Il suo ultimo singolo Pictures è uscito lo scorso 6 febbraio. Ma di cose da dire e da raccontare Camilla Buzzetti ne ha veramente tanto. E non solo su quest’ultimo brano. La cantautrice si è raccontata in una lunga intervista ai nostri microfoni.
Com’è nato Pictures?
«È nata mentre cambiavo le foto sulla mia parete. Guardando tutti i ricordi della mia adolescenza, mi sono resa conto di quanto fossi cambiata e ho voluto immortalare questo momento di consapevolezza in un brano».
La canzone sembra una vera e propria riflessione ad alta voce: è stata un qualcosa di liberatorio legato a un rapporto che hai vissuto sulla tua pelle?
«Certo. Tra le foto di cui parlavo ce n’erano anche alcune in compagnia di vecchi amici con cui ho perso i rapporti; una persona in particolare, a cui ero molto legata, è stata il riferimento principale. La fine di un rapporto a volte rimane in sospeso, “per aria”, e questo è stato il mio vero momento di chiusura: sono riuscita a mettere nero su bianco le parole che mi hanno permesso di concedermi questa conclusione anche a livello emotivo».
Il pezzo, per come è strutturato, dà molte vibes da colonna sonora: ti sei ispirata a qualcosa in particolare?
«Assolutamente! Il riferimento principale è “Iris” dei Goo Goo Dolls, un brano nato per il cinema e che penso trasmetta queste vibes in maniera molto fedele. Come loro, ho provato a trasformare questo pezzo nella colonna sonora della mia vita, per accompagnare anche musicalmente questa mia presa di coscienza».
«Esattamente. Grazie alla ballerina Sofia Russo e al videomaker Massimo Viscardi, siamo riusciti a creare questa rappresentazione visiva di due persone che, pur ballando e cantando sulla stessa canzone, non arrivano mai ad avere un vero contatto, nemmeno visivo. Abbiamo voluto sottolineare la lontananza anche in uno spazio idealizzato e suggestivo come la bellissima Villa Bossi di Bodio Lomnago».
C’è un filo invisibile che lega Pictures alle altre tue canzoni?
«In questo caso mi tocca dire di no, almeno tra quelle pubblicate. “Pictures” parla di un’amicizia specifica, mentre gli altri miei brani sono purtroppo dedicati a fallimentari situationships!».
Ballad rock classiche ma anche country pop: quanto ti piace spaziare tra vari generi musicali?
«Tantissimo! Penso che il mio genere non debba essere necessariamente definito. So bene cosa mi piace e se un brano finisce per avere un’anima più country o più rock, non è quello l’importante: conta il messaggio».
Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Mi piacerebbe molto pubblicare un album, ci stiamo già lavorando. Il prossimo singolo è pronto e non vedo l’ora di condividerlo con voi! Mi piacerebbe anche molto viaggiare e portare la mia musica all’estero, ma su questo… niente spoiler per ora!».

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
