
Il suo ultimo singolo si intitola Niente. Halley ci ha parlato di questo, ma non solo, in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni
Il suo ultimo singolo si intitola Niente. Halley ci ha parlato di questo brano e di come è nato, ma anche di molto altro, in un’intervista rilasciata ai nostri microfoni.
Com’è nato il singolo Niente?
«In realtà in modo abbastanza casuale. Non era niente di programmato, semplicemente l’abbiamo registrato un giorno a caso ma capimmo subito di aver fatto una hit».
Nel ritornello canti “sono solo nei guai, ma ora neanche mi pesano”. Che significato ha per te questa frase?
«Letteralmente quello che dico, ovvero che ormai sono abituato a subire certe cose, talmente tanto che neanche ci rimango male».
Hai detto di aver scritto questo pezzo in meno di due ore: ma cosa è stato a far scoccare la scintilla?
«In realtà niente di specifico, semplicemente ho iniziato a scrivere ed è uscito tutto di getto diciamo».
Qual è il significato del tuo nome d’arte?
«La cometa di Halley. Io sono appassionato di astronomia, lo sono sempre stato, e amo l’idea di una cometa che brilla fortissimo, ma ne arriva una ogni 90 anni».
Dopo Blackout e Niente, cosa dobbiamo aspettarci? Questo singolo anticipa un progetto più grande, come un EP o un album?
«Per adesso penso singolo per singolo, e in questo momento penso a godermi Niente».

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
