L’incontro tra Elodie e Manara era senza alcun dubbio uno dei momenti più attesi del Comicon 2024. E quest’ attesa non è certo stata delusa, con una chiacchierata-evento, dove si è parlato di arte, di eros e di femminilità.
«Sin da piccola, conosco Manara. Ho letto i suoi libro ed è stato lui, per primo, a farmi capire che cosa fosse l’eros, aiutandomi a farmi una prima impressione. Per questo ho chiesto a lui di collaborare: volevo il mio corpo sul palcoscenico, rappresentato, disegnato e raccontato dal maestro. È venuto fuori un vero e proprio manifesto di libertà e rivendicazione, dì cui sono orgogliosa. Io voglia rivendicare di avere il pieno controllo sul mio corpo. Spesso, erroneamente, questo diventa di tutti, perché ognuno può commentarlo. Tante volte ciò porta ad un rapporto conflittuale col proprio corpo», ha detto la cantante.
Parole che non ha certo lasciato indifferente Manara: «Io lavoro partendo da me stesso e dalle mie sensazioni. Sono comunque molto felice che tante donne capiscano l’eros grazie alle mie opere. Ho fatto molte copertine, ma erano tutti uomini, come Dalla, Antonacci e Cocciante. Sono stato felicissimo di collaborare con Elodie. La mano chiusa? Sì, volevo che suonasse come una sfida».

Non analizzo spartiti, interpreto emozioni. Lascio volentieri il righello del tecnicismo ossessivo ai diplomati al Conservatorio e la bava del purismo ai tuttologi del web. Tengo il sarcasmo per chi è convinto che la musica sia una gara di ginnastica o un concorso a premi, anziché un modo viscerale di urlare cosa si ha dentro. Se cercate una pagella o una recensione arida da periti fonici, citofonate altrove; se invece volete capire perché quel disco o quella canzone vi ha cambiato la vita, potreste essere nel posto giusto.
