Con i suoi venti minuti di durata, Broken di Angelo Donzella regala un esempio di thriller d’autore capace di coniugare la raffinatezza di un’estetica notturna manniana al dialogo con una contemporaneità pregna di malesseri sociali.

Anime spezzate in una Torino silente

La notte di Torino – filtrata da neon, lampioni e fari – è la vera protagonista del cortometraggio Broken, low budget da 1.600 €, diretto da Angelo Donzella. Un thriller d’autore che supera i confini del genere d’appartenenza per raccontare una società contemporanea lanciata verso la modernizzazione, ma incapace di non esasperare i più profondi, radicati malesseri: violenza di genere, sfiducia nelle istituzioni, dilagare della disinformazione. Broken dà voce a due ragazze e alle loro anime lacerate: da un lato una giovane spinta oltre ogni limite da un trauma non elaborato; dall’altro l’amica del cuore che, pur sentendosi impotente, continua a sostenerla.
Sul solco di Michael Mann

Per quanto riguarda la componente tecnica, il lavoro di Donzella si affida alla potenza delle immagini digitali, che come nei neo-noir di Michael Mann (a cui Broken, evidentemente, s’ispira) identificano il valore espressivo di sequenze dialogiche e gestualità. Girato interamente in formato 4K UHD, il film sfrutta al meglio gli alti valori ISO per lavorare con poca luce e imprimere ai vasti e desolati scorci urbani un’estetica straniante. L’urbanistica torinese incentiva una mescolanza di inquadrature fisse, carrellate e riprese con drone che vanno a catturare l’intersecarsi di edifici e strade, la relazione tra attori e spazi.
Un noir a orologeria

La sceneggiatura di Maria Rosaria Scicchitano, avvocata nella vita fuori dal set – è facile immaginare che l’esperienza giudiziaria abbia influito sulla stesura -, costruisce con minuzia una vicenda classica ma densa nei sottotesti. I dialoghi scorrono naturali e senza forzature; persino nelle parti che avrebbero potuto rallentare il ritmo, come il monologo del tassista dal tono apertamente populista e complottista, il film conserva tensione e interesse. I sintetici e misurati interventi elettronici della colonna sonora firmata da Paolo Cercato e Mark Meccoli contribuiscono alla coesione dell’insieme. Le interpretazioni di Anna Panero e Giulia D’Ancona completano il quadro: due attrici bravissime nel tratteggiare figure femminili ai margini, tradite e spezzate: Broken, appunto.

Libraio, consumatore seriale di lungometraggi con una passione famelica per tutto ciò che arriva dall’Estremo Oriente, feticista dei libri editi da Taschen. Ogni tanto scrivo cortometraggi.
