Se la tua fame di serie TV sudcoreane è aumentata dopo aver guardato l’ultimo episodio della terza stagione di Squid Game, abbiamo pane per i tuoi denti: ecco 6 K-Drama disponibili su Netflix, tra action, drammi e thriller psicologici.
My Name (2021)

My Name è un prodotto spiazzante sia per quanto concerne la qualità scenotecnica decisamente cinematografica sia per il plot che sì, parte dai lidi classici e ben rodati appartenenti ai tòpoi del noir ma che, episodio dopo episodio, riserva un crescendo di colpi di scena.
Cupa, brutale e iperviolenta storia di vendetta declinata al femminile, è da intendersi al pari di un lungo film della durata di otto ore in cui, ombre e luci, doppi giochi e dilaniamenti interiori dei personaggi in scena portano a una inevitabile – e senza tregua alcuna – spirale di sangue che scandisce il percorso catartico e annichilente della protagonista che si trasmuta in mostro tra i mostri, in un vero e proprio angelo della morte pur di adempiere al suo desiderio di giustizia.
La giudice (2022)

Incrociando drammi personali e una profonda introspezione che aumenta episodio dopo episodio, La giudice non è solo uno spaccato analitico e riflessivo sul sistema giudiziario minorile sudcoreano, bensì una cruda visione su quell’adolescenza ‘borderline’, depauperata dai valori, che ha già conosciuto il tocco del male e, di conseguenza, non si fa remora alcuna nel compiere atti di estrema efferatezza o follia, lasciando tanto i protagonisti quanto lo spettatore interdetto di fronte a ciò che viene mostrato.
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The Glory (2022-2023)

Trattasi di un prodotto decisamente di alta caratura, The Glory è una drammatica e complessa storia di (duplice) vendetta che si intreccia con l’attualità del mondo contemporaneo affrontando temi come il bullismo, la violenza domestica, la corruzione e la fallacia di alcuni sistemi giuridici.
Nell’arco narrativo di sedici episodi riesce ad amalgamare plot e sottotrame tra passato e presente, gestendo numerosi personaggi e sviluppi continui fino al sublime epilogo. Nonostante la mole contenutistica per addizione, è una serie che funziona perfettamente, così come una macchina avente ingranaggi ben oliati tant’è da lasciare ammaliati non solo per l’elevata qualità scenotecnica ma, parimenti, per il percorso catartico posto in essa.
I segugi (2023)

All’insegna dell’amicizia virile e della sete di giustizia (temi, questi, presenti in molta cinematografia asiatica, su tutti in quella di wooiana memoria), I segugi è un ottimo prodotto televisivo capace di intrattenere con le sue spettacolari sequenze d’azione a base di combattimenti corpo a corpo.
Parimenti, costruisce e fa evolvere, di episodio in episodio, il background di ogni singolo personaggio che, tra passato e presente, esemplifica la definizione di un personale mythos così da condurre lo spettatore fino all’inevitabile e classica quanto catartica resa dei conti in cui, il bene, schiaccia il male e le sue diramazioni.
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Se un albero cade in una foresta (2024)

Serie TV dalle atmosfere allucinate e, per certi versi, che guarda dalle parti di David Lynch, Se un albero cade in una foresta è un thriller psicologico che non svela con facilità le proprie carte anzi, ricorre a un certo touch criptico per destabilizzare e confondere, cosicché da rendere alquanto complesso il procedimento del plot.
Con due linee temporali apparentemente disconnesse ma che, verso la conclusione, si incrociano in maniera impensabile, è un prodotto che tiene alta l’attenzione, merito anche di una villain luciferina che, volenti o no, è una perfetta incarnazione del male in terra.
Mercy for None (2025)

Mercy for None (la nostra recensione qui) è uno spendido e spiazzante noir che non disdegna l’ibridazione con l’action-thriller. Forte di una propria identità, riconosce e cita le fonti di ispirazione (da Mr. Vendetta a Old Boy, passando attraverso il franchise di John Wick, senza dimenticare The Man from Nowhere), alzando l’asticella dell’estetica del combattimento.
Infatti, è un lungo e iperviolento ‘balletto’ a base di fiotti di sangue, ossa spezzate e carni lacerate, che si consuma sul sentiero di vendetta del protagonista, ex gangster dallo sguardo malinconico e stanco che compie una scelta: quella della redenzione, anche a caro prezzo.

Divoratore accanito di film, serie TV, libri e manga, ama gli anime (su tutti, Neon Genesis Evangelion) e i videogame, senza dimenticare la sua passione per la montagna. Autore di diversi saggi monografici, è un consulente editoriale con esperienza decennale, fotografo freelance e redattore per differenti siti web.
